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Ue rigorosa sui conti non sui migranti

«È giusto che l’Unione europea chieda agli Stati membri di avere i conti in ordine e le finanze a posto, ma lo stesso rigore deve essere utilizzato anche quando gli Stati sono inadempienti sulla ricollocazione dei migranti e su altri dossier». Il presidente della repubblica, Sergio Mattarella, durante il suo incontro con il presidente della repubblica ellenica, Pavlopoulos, ha preso posizione sulla vicenda del conti pubblici che vede Bruxelles richiedere a Roma una correzione dello 0,2%. Mai come in questo momento è palpabile la debolezza del governo italiano in Europa dov’era Matteo Renzi ad alzare la voce. Così il capo dello Stato si fa interprete lui della posizione italiana con gli stessi argomenti dell’ex presidente del consiglio: «Lo stesso impegno che la Ue pone sulla finanza pubblica deve essere posto poi a favore anche di crescita e occupazione». Non solo. Il giorno dopo le affermazioni del presidente eletto degli Stati Uniti, Donald Trump, che ha definito l’Alleanza Atlantica una istituzione «obsoleta», Mattarella ci ha pensato lui a far sentire la voce dell’Italia: «La Nato ha una straordinaria importanza per la pace e la sicurezza». E la prossima celebrazione a marzo a Roma dei 60 anni dei Trattati di Roma, che diedero vita a quella che oggi è l’Unione europea, rappresenteranno per l’Ue «l’occasione per rilanciare, non soltanto la verità storica dell’integrazione europea, ma anche il suo vincolo di vera, autentica ed effettiva solidarietà». Il governo deve rispondere entro il primo febbraio all’Europa sullo scostamento nei conti pubblici. La Commissione europea ha avvertito l’Italia in una lettera giunta ieri a via Xx Setembre che «misure di bilancio aggiuntive pari a uno sforzo strutturale di almeno lo 0,2% del Pil potrebbero essere necessarie per ridurre il divario per il pieno rispetto nel 2017» degli impegni di riduzione del debito previsti dal Patto di stabilità e crescita. In questo modo, secondo quanto si legge nella lettera, si può «evitare l’apertura di una procedura per deficit eccessivo per il mancato rispetto con la regola del debito basata sui dati del 2015». Si tratterebbe, dunque, di una manovra di circa 3,4 miliardi di euro. La risposta, sollecitata dalla Commissione, dovrà essere «pubblica» e «comprendere un pacchetto sufficientemente dettagliato di impegni specifici e un calendario chiaro per una loro adozione legale rapida». Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha fatto sapere che il governo «è in contatto con la Commissione e nei prossimi giorni faremo le valutazioni del caso. Se, come e quando intervenire verrà deciso dall’esecutivo nei prossimi giorni». Già nello scorso novembre la Commissione europea aveva ritenuto che il bilancio dell’Italia per il 2017 potesse deviare dal percorso pluriennale di riduzione del rapporto debito/Pil e aveva trasmesso una richiesta di intervento.

Tajani eletto presidente del parlamento europeo

Antonio Tajani è stato eletto presidente dell’Europarlamento al quarto turno di voto a Strasburgo. Il candidato del Partito popolare europeo ha infatti ottenuto al ballottaggio 351 voti contro i 282 dell’avversario socialdemocratico Gianni Pittella. Romano, 63 anni, ex commissario Ue (2008-2014). Laureato in giurisprudenza alla Sapienza, è stato ufficiale dell’Aeronautica e giornalista in qualità di responsabile della redazione romana del Giornale.Brexit, la linea dura di Teresa May: Londra fuori dal mercato comune

Il premier britannico Theresa May ha annunciato una rottura «chiara e nitida» con l’Ue, precisando che la Brexit significa non solo uscita dall’Europa ma anche dal mercato comune. «Il Regno Unito non può continuare a essere parte del mercato unico», ha infatti sottolineato il premier in un atteso discorso a Londra con il quale, dopo mesi di incertezza, ha rivelato le priorità del suo governo nei negoziati con Bruxelles. May, che vorrebbe attivare la procedura di divorzio dall’Unione, che prevede due anni di negoziati, prima della fine di marzo, ha precisato che l’accordo finale sarà sottoposto al voto del parlamento britannico: «Il Parlamento ha votato per indire il referendum, ha votato per iniziare il negoziato sulla Brexit» e quindi si è detta «certa che voterà anche per realizzare la volontà popolare di uscire dalla Ue». Mantenere la Gran Bretagna in un mercato unico di 500 milioni di consumatori sarebbe incompatibile con «la priorità delle priorità» di Londra: il controllo dell’immigrazione europea che passa attraverso il principio della libera circolazione. «Il Regno Unito», ha detto, «è un Paese aperto e tollerante, però il messaggio del popolo» al referendum è stato: «La Brexit deve consentire di controllare la quantità di europei che entrano in Gran Bretagna». «Non vogliamo nessuna parziale appartenenza alla Ue, nessuna associazione con la Ue, niente che ci lasci metà dentro e metà fuori», ha concluso. Come la Norvegia «fuori dalla Ue ma dentro il mercato comune», o la Svizzera «forma di associazione al mercato comune» o ancora la Turchia «fuori dal mercato ma dentro l’unione tariffaria doganale». Londra, tuttavia, negozierà un accordo doganale: il 44% delle esportazioni britanniche è verso l’Ue.

Raggi era eleggibile, respinto il ricorso sul contratto M5s

Il tribunale civile di Roma ha respinto i due ricorsi presentati dall’avvocato Venerando Monello sulla legittimità del contratto tra la sindaca di Roma Virginia Raggi e il Movimento 5 Stelle e sulla possibile ineleggibilità della sindaca in virtù di questo contratto che prevede una sanzione in caso di disobbedienza.

Cucchi morì di botte, tre carabinieri accusati di omicidio

Né malnutrizione né un attacco epilettico. Stefano Cucchi, il geometra di 32 anni deceduto il 22 ottobre del 2009 dopo essere stato arrestato per droga è morto per il pestaggio di tre carabinieri della stazione Appia di Roma che ora devono rispondere del reato di omicidio preterintenzionale.

Franco Adriano e Emilio Gioventù

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