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Ue, i paradisi fiscali sono 16

Passano da 92 a 16 i nomi dei paesi presenti all’interno della lista delle giurisdizioni extra Ue non cooperative 2017. Questo quanto è emerso ieri durante, un passaggio, del discorso fatto dal Ministro delle finanze tedesco, Wolfgang Schauble in Commissione Pana. Sono «16 le giurisdizioni non cooperative» e sono presenti paesi come Panama e Bahamas, precisa il Ministro tedesco, aggiungendo che entro fine 2017, sarà ufficialmente pronta e resa pubblica la lista delle giurisdizioni considerate non cooperative. I paesi identificati come no-cooperative countries sono dunque tutte quelle giurisdizioni che non sono riuscite a raggiungere un accordo fiscale con la Commissione. A gennaio 2017 la Commissione aveva mandato 92 lettere a tutte quelle giurisdizioni che erano ritenute essere a rischio inserimento «black list fiscale 2017». Le lettere non avevano il valore di una condanna definitiva, ma dovevano essere viste più come un incentivo affinché questi paesi iniziassero un dialogo con la Commissione su determinati temi fiscali, sui quali erano stati riscontrati delle lacune. I paesi oggetto di screening, pubblicati da ItaliaOggi il 16/06/2017 includono 81 giurisdizioni che erano già state selezionati nel 2016 dall’Ue, cinque paesi che hanno concluso accordi fiscali con l’Ue (Svizzera, Monaco, Andorra, Liechtenstein e San Marino) e sei che sono considerati centri finanziari (Palau, Niue, Nauru, Malaysia, Marshall Islands and Vanuatu). Secondo quanto risulta a ItaliaOggi oltre ai nomi dei soliti noti non sarebbe così strano se paesi come gli Usa finissero all’interno della lista definitiva dei no cooperative countries. Se così fosse la black list fiscale Ue sarebbe più ambiziosa di quella dell’Ocse, rispecchiano le parole pronunciate ieri all’Ecofin da Pierre Moscovici, commissario europeo per gli affari economici e monetari.

Giorgia Pacione Di Bello

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