Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Ue: necessario rafforzare la manovra

Per ora i mercati reggono, Piazza Affari e spread non reagiscono in modo scomposto alle dimissioni di Matteo Renzi e dopo una giornata di volatilità, Milano limita i danni chiudendo con un -0,2%. Anche il differenziale tra Btp e Bund si muove poco e sale a 165 punti base. Dal Tesoro ricordano che la scorsa settimana i mercati avevano scontato la vittoria del No e per ora restano fermi, ma la calma non durerà più di qualche giorno. Se la politica non saprà dare una soluzione alla crisi di governo in tempi rapidi e prevedibili, allora la volatilità rischierà di mordere davvero. Da Bruxelles comunque ieri mattina spargevano ottimismo affermando che l’esito del voto italiano «non è una minaccia per il futuro dell’Unione». Il commissario agli Affari economici, Pierre Moscovici, spiegava che «non c’è nessuno psicodramma, il referendum non innescherà una crisi europea». Tuttavia l’Unione sottotraccia lavora perché il vuoto di potere a Roma sia colmato rapidamente e nel nome della continuità. Da qui una serie di contatti, anche tra Matteo Renzi e Jean-Claude Juncker. Pier Carlo Padoan ieri era atteso nella capitale belga. Ma il ministro alle otto del mattino ha deciso di restare a Roma per partecipare all’ultimo Consiglio dei ministri. Un segnale che a Bruxelles è stato interpretato come un passo verso la nomina dell’uomo dei conti a Palazzo Chigi. O comunque di una sua permanenza al Tesoro con qualsiasi governo arriverà. Il ministro tedesco Wolgang Schaeuble sottolineava quanto sia «urgente» un nuovo governo «che confermi le riforme di Renzi ». Più esplicito Moscovici, certo che «ci sarà un governo di continuità ». E ancora, Padoan premier? «È un ottimo collega, ha dato credibilità alla politica italiana ». A Bruxelles, anche dopo una serie di telefonate anche tra Juncker e Renzi, hanno capito che il premier lascerà davvero. A questo punto l’uomo chiamato a dare continuità è Padoan, quanto meno restando al Tesoro. E ieri da Bruxelles un aiuto al ministro è arrivato nel concreto. L’Eurogruppo si doveva pronunciare sulla manovra, a rischio di violazione delle regole Ue su deficit e debito. Diversi governi sono irritati con la Commissione, accusata di trattare con i guanti Roma. Tuttavia dal testo approvato dai ministri è sparita la frase più contundente, presente invece nella bozza, quella per la quale Roma si «impegnava» a correggere la manovra per un importo di 5 miliardi. La modifica è arrivata dopo una serie di telefonate tra Padoan – appoggiato da Federica Mogherini in quel momento in missione in Senegal – e i vertici della Commissione: Juncker, Dombrovskis e Moscovici. Così dal testo è rimasta l’indicazione a prendere «misure addizionali significative», ma senza specificarne tempi e portata. Il perché lo ha spiegato il presidente dell’Eurogruppo, Jeroem Dijsselbloem: «È impossibile ora chiedere a Roma di impegnarsi in misure addizionali data la situazione politica». Il timore è che parole più dure avrebbero scatenato i mercati, aumentando la pressione sul Senato per l’approvazione della manovra e in più in generale sulla politica, allontanando la soluzione della crisi. E poi si aprirà il negoziato sulla manovra da qui a marzo, lasciando intendere che con Padoan sarebbe più morbido che con altri interlocutori.

Alberto D’Argenio
Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Sarà un’altra estate con la gatta Mps da pelare. Secondo più interlocutori, l’Unicredit di And...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«La sentenza dice che non è possibile fare discriminazioni e che chi gestisce un sistema operativo...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Un nuovo “contratto di rioccupazione” con sgravi contributivi totali di sei mesi per i datori di...

Oggi sulla stampa