Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Ue-Italia, è battaglia sui decimali

L’Unione europea che è pronta a spedire all’Italia la lettera per contestare la manovra e chiedere al governo di abbattere di 1,6 miliardi in più, appena lo 0,1% del pil, il deficit. E la replica del ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, che difende la legge di Stabilità a attacca Bruxelles per eccesso di «attenzione di decimali».
Oltre alla battaglia sui costi della politica, con il disegno di legge sul dimezzamento dello stipendio dei parlamentari (rimborsi spese esclusi) presentato dal M5S e approdato ieri alla camera con l’invito recapitato via blog da Beppe Grillo perché il Partito democratico lo voti. Una mossa, quella dei pentastellati, arrivata proprio in coincidenza con i primi segnali di rallentamento dei consensi per il fronte del No al referendum costituzionale, e contrastata dal presidente del consiglio Matteo Renzi, che domenica aveva attaccato così il vicepresidente della camera Luigi Di Maio: «Lancio una proposta, perché ai parlamentari invece di dare l’indennità piena non la diamo sulla base delle presenze?», aveva detto il capo del governo. «Di Maio ha il 37% delle presenze in parlamento e prende il doppio di me che non sono parlamentare. Ma se fa il 37% delle presenze possiamo dire che alla fine del mese gli diamo il 37% dello stipendio?». Domanda retorica, perché per ora a Montecitorio c’è la proposta di dimezzamento degli stipendi voluta dal M5S, pronto ad affermare che farebbe risparmiare circa 80 milioni, «30 in più di quelli della riforma Boschi» (ma il governo e il Pd ribadiscono la stima di 500 milioni tra abolizione delle province, riduzione dei senatori da 315 a 100 e per di più senza indennità aggiuntiva e altro ancora, ndr), l’avance di Grillo al Pd, «votate con noi», e la provocazione di Alessandro Di Battista, che accusa il partito del Nazareno di «volersi tenere il malloppo» perché avrebbe l’obiettivo, oggi, di fare rinviare il disegno di legge in commisisone e quindi di farne slittare l’approvazione definitiva a dopo il referendum costituzionale del 4 dicembre. Mentre il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, prende posizione contro la «sconsiderata» pratica di non fare vaccinare i minori in nome della presunta nocività di farmaci che invece rappresentano un presidio fondamentale contro l’insorgere di morbi terribili come la poliomielite e anche peggiori.

Migranti, sbarchi record in Italia. E a Calais chiude la Giungla

Giornata di sbarchi di migranti in Sicilia. Ieri in tutto sono approdate all’isola ben 4000 persone mentre nel Mediterraneo proseguono le operazioni di salvataggio di fronte alle coste libiche. Dal principio del 2016 sono 153.450 gli arrivi, cioè il 10% in più rispetto allo stesos periodo dell’anno precedente. Considerati le circa 4300 persone di ieri, il totale sale a oltre 157.000, con un andamento che lascia pensare come il record del 2014, con 170mila, sarà facilmente superato quest’anno. Una situazione che evidentemente influenzerà l’andamento dei conti pubblici italiani e che ha spinto il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni a intervenire: «Se l’Europa non appoggia e sostiene l’accoglienza con tutte le sue forze, nega se stessa e i suoi principi di civiltà», ha detto all’aeroporto di Fiumicino in attesa dell’arrivo di circa 130 profughi in arrivo dal Libano nell’ambito del progetto ‘Corridoi umanitari’. «Qui oggi stiamo dando un segnale molto importante, favorendo l’arrivo di persone attraverso canali regolari, in giorni in cui stiamo salvando moltissime vite in mare. L’Italia fa la sua parte in modo civile, ma non può fare da sola. Se l’Europa non appoggia in tutte le forme possibili questa forma di accoglienza, nega se stessa e i suoi principi di civiltà». Certo è che ieri è stata una giornata molto importante sul fronte dei migranti in Francia, dove è cominciato lo smantellamento della Giungla, la bidonville che ha accolto (si fa per dire, considerate le condizioni) circa 8.000 migranti: 2.318 dei quali ieri sono state evacuate tanto per cominciare. E oggi entreranno in azione le ruspe.

La manovra, la lettera dell’Ue, Padoan e Renzi

Ieri per tutto il giorno si sono inseguite le voci e le indiscrezioni che parlavano di contrasti tra Roma e Bruxelles sulla manovra di bilancio, con l’Unione europea pronta a inviare all’Italia la lettere che contesta i numeri relativi al rapporto tra deficit e pil. Secondo quanto ha scritto ieri dal quotidiano la Repubblica, la Commissione è pronta a riconoscere l’aumento delle spese sui migranti per il prossimo anno rispetto al 2016, mentre sul sisma accetta di scorporare dal deficit la ricostruzione delle zone colpite dal terremoto dello scorso 24 agosto ma non il piano per mettere in sicurezza tutte le zone a rischio catastrofe del paese.La conseguenza, è che l’esecutivo guidato da Jean Claude Juncker non approva il deficit 2017 al 2,3% previsto dalla legge di Stabilità e chiede che venga limato di un decimale. Notizia confermata in buona sostanza sia da Padoan, che domenica aveva parlato di un’Europa «che dovrebbe stare dalla parte dell’Italia che salva e accoglie i migranti anziché di un’Ungheria che «costruisce muri», e nella serata di ieri da Renzi, che ha spiegato così il confronto con Bruxelles: «Quello che abbiamo detto e su cui saremo inflessibili è che l’Italia ogni anno devolve 20 miliardi all’Ue, decisione del governo Monti, e in cambio ne riceve soltanto 12. Io mi sono stancato, questo meccanismo non può andare avanti. Per cui chiedo una mano a tutte le forze politiche, a tutti i partiti italiani perché in Europa andiamo a testa alta a dire ‘basta con questo sistema, adesso ci sono le nuove regole, cambiamo la politica di austerity, e sull’immigrazione solidarietà per tutti». Renzi ha aggiunto che «la lettera dell’Ue arriverà e riguarderà tutta una serie di paesi, non soltanto l’Italia, per alcune differenze minime». Fonti di Bruxelles hanno confermato che le missive sono in viaggio verso Belgio, Spagna, Portogallo, Estonia e forse ancheFrancia e Olanda. Ma in ogni caso Renzi ha fatto sapere ancora una volta che la manovra non cambierà: «Non cambia per i cittadini. Equitalia se ne va, c’è la quattordicesima per chi ha meno di mille euro di pensione, ci sono i soldi per rilanciare le imprese», ha sottolineato il premier. Che ha proseguito: «Noi abbiamo fatto le cose in regola, l’Italia rispetta totalmente le regole, anche se non le condividiamo. Nella legge di Bilancio ci sono diverse buone notizie che sono state possibili nonostante un lavoro incredibile di abbassamento del deficit visto che siamo a 2,3%, il livello più basso degli ultimi dieci anni»

Giustizia, prove di distensione tra Csm e governo

Aperture su più fronti da parte di Renzi. È quanto registra l’Associazione nazionale magistrati al termine dell’incontro di ieri a palazzo Chigi con il premier e il ministro della Giustizia, Andrea Orlando. «Il presidente ha mostrato aperture su una serie di questioni, quali la legittimazione dei tre anni per il trasferimento dei magistrati di prima nomina, le risorse e le assunzioni di personale amministrativo», ha detto il presidente dell’Anm Piercamillo Davigo. Renzi, ha aggiunto Davigo, «ha definito convincente il nostro ragionamento sull’estensione della proroga dei pensionamenti a tutti i magistrati fino a quando non sarà coperto l’organico», ha aggiunto. Quanto allo sciopero della magistratura, Davigo ha puntualizzato: «Lo decide il comitato direttivo centrale, non lo decido io, né la giunta». Di rapporti più distesi ha parlato anche Orlando: «Le posizioni si sono notevolmente avvicinate. E’ stato un confronto aperto e franco e non un dialogo fra sordi. Per il Guardasigilli si è registrato un «clima molto positivo», anche se la discussione è ancora in «fase interlocutoria».

Giampiero Di Santo ed Emilio Gioventù

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

In anticipo su alcuni aspetti, ad esempio lo smaltimento dei crediti in difficoltà; in ritardo su a...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Le materie prime – soprattutto l’oro e il petrolio – sono tornate a regalare soddisfazioni all...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«Apprezzamento unanime» per i dati di bilancio e conferma del sostegno all'amministratore delegato...

Oggi sulla stampa