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Ue, intensificata la lotta ai falsi

di Gabriele Frontoni  

Autorità doganali europee in prima linea nella protezione dei diritti di proprietà intellettuale. Lo scorso anno sono stati sequestrati alle frontiere esterne all'Ue oltre 103 milioni di prodotti sospettati di violare i diritti di proprietà intellettuale (Dpi). I dati sono contenuti nella relazione annuale della commissione sulla tutela dei Dpi da parte delle autorità doganali secondo cui il numero di spedizioni bloccate è quasi raddoppiato rispetto all'anno precedente, passando da 43.500 del 2009 alle quasi 80 mila del 2010.

E questo, con un impatto economico stimato in oltre un miliardo di euro. Ma quali sono e da dove provengono i prodotti falsi bloccati prima del loro ingresso in territorio europeo? Le rilevazioni della commissione hanno messo in luce che le principali categorie di articoli bloccati dalle autorità doganali lo scorso anno sono state le sigarette (34% del totale), seguite dalle forniture per ufficio (9%), e dagli altri prodotti del tabacco (8%). Senza dimenticare le etichette, targhette ed emblemi (8%), gli articoli di abbigliamento (7%) e i giocattoli (7%). «Il 14,5% di tutti gli articoli bloccati erano prodotti per uso domestico come lo shampoo, i saponi, le medicine o apparecchi domestici (asciugacapelli, rasoi, componenti per computer) che potrebbero avere effetti sulla salute e la sicurezza dei consumatori», hanno spiegato gli esperti della commissione, secondo cui uno dei principali trend registrati nel 2010 è l'utilizzo crescente dei sequestri di pacchi postali. «Abbiamo registrato un incremento spettacolare dei sequestri nel traffico postale rispetto all'anno precedente: il numero di casi è triplicato, salendo da 15 mila a 48 mila, e molti dei beni sequestrati erano medicine e prodotti per l'igiene personale. Questo trend al rialzo è dovuto al numero crescente di acquisti on-line», ha spiegato il commissario per la fiscalità e l'unione doganale, l'audit interno e la lotta antifrode, Algirdas emeta. «Ho proposto nuove regole in maggio per rafforzare la lotta contro i falsi. I consumatori europei, così come i titolari dei diritti, si aspettano che i prodotti siano accuratamente controllati e sicuri. Continueremo a rafforzare il nostro impegno all'interno dell'Ue e con i nostri partner internazionali per garantire il livello massimo di protezione dei Dpi sia per le imprese che agiscono correttamente che per i consumatori». Quanto ai paesi di provenienza, la Cina ha continuato a essere il principale, catalizzando l'85% del totale degli articoli non in regola con i diritti di proprietà intellettuale. Proviene invece da altri paesi come Turchia, Thailandia, Hong Kong o India la maggior parte di alcune categorie di prodotti (rispettivamente alimentari, bibite non alcoliche, schede di memoria e medicine). Ma che fine ha fatto questa montagna di prodotti bloccati in dogana. «Oltre il 90% di tutte le merci confiscate è stato distrutto oppure si è avviato un procedimento giudiziario per accertare la violazione», hanno ammesso gli esperti della commissione Ue che svolgono un ruolo essenziale nell'impedire ai prodotti che violano i diritti di proprietà intellettuale di entrare nel mercato interno europeo. «La commissione sta attuando una serie di azioni volte a rafforzare la capacità delle dogane di contrastare tale traffico», ha aggiunto il commissario emeta. «Il 24 maggio 2011 è stata adottata una proposta per un nuovo regolamento sulla tutela dei diritti di proprietà intellettuale da parte delle autorità doganali, che si inserisce in un ampio pacchetto di misure per la protezione dei diritti di proprietà intellettuale. Oltre a questo, una buona collaborazione con i partner commerciali internazionali può contribuire significativamente a individuare i beni che violano i Dpi e a prevenirne l'esportazione verso l'Ue. Nel 2009 l'Unione europea ha concordato un piano d'azione con la Cina, incentrato in particolare sulla cooperazione rafforzata nella tutela dei diritti di proprietà intellettuale da parte delle autorità doganali. Nel 2010 questo piano d'azione è stato prorogato fino alla fine del 2012. Tutto questo, senza dimenticare la collaborazione con l'industria, fondamentale per garantire che i beni che violano i diritti di proprietà intellettuale possano essere adeguatamente identificati. «Le imprese possono richiedere azioni doganali specifiche qualora sospettino che i loro Dpi siano violati, e le informazioni fornite dalle imprese consentono alle dogane di condurre controlli più mirati», hanno spiegato da Bruxelles ricordando come la Commissione abbia redatto un manuale destinato ai titolari dei diritti, al fine di aiutarli a presentare le richieste di tutela per un proprio prodotto contraffatto.
 

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