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Ue in campo contro i tassi manipolati

Nella calda estate dell’euro Bruxelles stringerà le maglie legislative contro le manipolazioni del Libor (e ora anche dell’Euribor) mentre svela che l’antitrust Ue sta indagando in segreto sullo scottante dossier da ottobre per scoprire e punire i comportamenti fraudolenti che rischiano, parole del presidente della Fed, Ben Bernanke, «di minare la fiducia dei mercati».
Tutto questo mentre la Svezia, Singapore, Hong Kong e il Giappone hanno annunciato revisioni delle modalità in cui sono fissati i rispettivi tassi interbancari di riferimento e la Corea del Sud ha messo sotto indagine 9 banche e 10 società di intermediazione su presunte collusioni nella definizione dei tassi dei certificati di deposito.
È come se improvvisamente si fosse alzato un velo in tutto il mondo su storiche pratiche finanziarie che finora venivano accettate e che oggi appaiono vulnerabili e poco trasparenti. Il Credit Suisse in una nota parla dello scandalo Libor come una «possibile crisi finanziaria simile a quella di Suez» per il prestigio della Gran Bretagna.
A iniziare il contrattacco sarà la Commissione europea che mercoledì presenterà la proposta di emendamento della direttiva sugli abusi di mercato per sanzionare proprio la manipolazione degli indici di riferimento sui tassi di interesse. Lo ha indicato il portavoce del commissario del Mercato interno, Michel Barnier, annunciando che «si tratta di considerare la manipolazione come un’azione penalmente rilevante che va perseguita in tutti gli stati».
Il portavoce ha aggiunto che lo scandalo del Libor, che ora si sta allargando all’Euribor, dopo gli ultimi clamorosi sviluppi dell’inchiesta, dimostra ancora una volta che tali indici «sono beni pubblici e che la fiducia di investitori e risparmiatori é stata tradita». L’obiettivo? Trovare un accordo con il Parlamento entro l’anno.
Parlamento Ue che a sua volta nelle parole di Arlene McCarty, deputato incaricato di redigere la bozza sugli abusi di mercato, ha fatto sapere che l’aula starebbe predisponendo un’audizione su mondo finanziario alla luce degli ultimi sviluppi sul Libor.
Intanto anche l’antitrust europeo è al lavoro per capire se ci fosse un cartello (una sola banca non avrebbe potuto vista la struttura per la definizione composta rispettivamente da 18 a 43 contributori) per modificare artificialmente il tasso Libor o Euribor, che muovono contratti rispettivamente per 350mila e 500mila miliardi di dollari.
Il portavoce di Almunia ha detto che l’Antitrust ha avviato un’inchiesta perché «ha seri dubbi sulle pratiche» di certe banche, aggiungendo che il sospetto cartello «riguarda il mercato dei derivati sui tassi di interesse indicizzati ai tassi di riferimento Euribor e Libor». Le perquisizioni a sorpresa dell’Antitrust europeo vennero fatte il 19 ottobre: allora emerse che tra le banche coinvolte c’erano Deutsche Bank e la sede olandese di Rbs.
Le banche che concorrono alla definizione del tasso Euribor sono 43 distribuite in 15 stati membri più Ubs (sede Lussemburgo), Citibank, Jp Morgan Chase e Bank of Tokyo/Mitsubishi. Le banche italiane che fanno parte del panel sono Intesa SanPaolo, Unicredit, Montepaschi e UBI Banca. «Unicredit non ha ricevuto alcuna richiesta di informazioni o dati sullo scandalo Euribor», ha detto l’amministratore delegato del gruppo, Federico Ghizzoni, ieri a Roma a margine della presentazione del rapporto Ice 2011-12 riservandosi di verificare ipotetici danni causati alla banca da eventuali comportamenti fraudolenti commessi dai concorrenti.
Bruxelles vuole fare luce su presunti accordi sottobanco per manipolare l’Euribor con strumenti finanziari tra cui i derivati. L’inchiesta Ue segue l’avvio di una inchiesta condotta da un anno prima dalle autorità americane e giapponesi sul Libor. Almunia ritiene che una manipolazione dei tassi implicherebbe probabilmente «un costo significativo all’economia europea».

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