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Ue, dati fiscali a tutto campo

Scambio automatico e obbligatorio di dati fiscali nei paesi dell’Unione europea all’ultimo step. Per combattere al meglio l’evasione fiscale internazionale, a partire dal 2015, le informazioni fiscali saranno divise in cinque categorie: redditi da lavoro, compensi corrisposti ai dirigenti, polizze vita, pensioni e proprietà immobiliari. Questo il contenuto del dlgs recante recepimento della direttiva 2011/16/Ue relativa alla cooperazione amministrativa nel settore fiscale che abroga la direttiva 77/799/Cee che ha ottenuto il via libera definitivo da parte della commissione finanze della camera. A lavori conclusi, quindi, resta solo da attendere il placet definitivo da parte del governo.

Nel dettaglio, la direttiva stabilisce le norme e le procedure relative allo scambio, con le autorità competenti degli stati membri dell’Unione europea, delle informazioni rilevanti in materia di imposte di qualsiasi tipo riscosse da o per conto dell’amministrazione finanziaria.

Le amministrazioni finanziarie dei vari paesi europei saranno, quindi, tenute a comunicare tra loro i redditi percepiti da soggetti che lavorano in uno stato ma hanno residenza in un altro. In nessun caso, inoltre, potrà essere opposto il segreto bancario alla tax authority che procede alla raccolta di elementi da trasmettere all’amministrazione estera. E questo è solo l’inizio. Dal 2017, infatti, sarà il turno dei dividendi, delle plusvalenze e delle royalty (si veda ItaliaOggi del 18 dicembre 2012).

In base al testo in attesa del via libera del governo, ogni stato membro, su richiesta dell’autorità richiedente, sarà obbligato a trasmettere le informazioni in suo possesso relative a casi di presunta evasione fiscale. Al fine di ottenere le informazioni o condurre l’indagine amministrativa richiesta dall’estero, l’autorità dello stato interpellato dovrà procedere come se agisse per conto proprio o su richiesta di un’altra autorità del proprio paese. La riforma del sistema prevede anche che ogni autorità nazionale invii al soggetto comunitario competente, attraverso scambio automatico obbligatorio, le informazioni disponibili sui periodi d’imposta dal 1° gennaio 2014 riguardanti i residenti nell’altro paese Ue su alcune categorie di reddito e di capitale come i redditi da lavoro, i compensi per dirigenti, i prodotti di assicurazione sulla vita, le pensioni e le proprietà e redditi immobiliari.

La direttiva stabilisce, inoltre, delle situazioni per cui le autorità nazionali competenti sono tenute a comunicare spontaneamente le informazioni in proprio possesso. Come, per esempio, nel caso in cui l’autorità competente di un paese europeo presume che esista una perdita di gettito fiscale in un altro paese europeo. Lo scambio automatico dei dati è previsto, poi, anche nel caso in cui le interazioni fra contribuenti in paesi Ue vengano svolte attraverso uno o più paesi in modo da comportare una diminuzione di imposta nell’uno o nell’altro stato membro (o in entrambi).

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