Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Ue contro Gazprom «Abusi di mercato nella Nuova Europa»

BRUXELLES – Dopo un anno di ispezioni, l’Antitrust dell’Unione Europea ha aperto formalmente una procedura di indagine contro la Gazprom, massimo produttore e distributore di gas naturale nella Russia e in tutto il mondo, con l’ipotesi di «abuso di posizione dominante sul mercato». Il colosso di Mosca è sospettato di aver gonfiato ingiustificatamente i prezzi e alterato volontariamente le forniture in 8 Paesi dell’Europa orientale, di aver cioè manipolato e violato le regole della concorrenza per meglio controllare il flusso dell’energia nel continente. Un comportamento, dice Bruxelles, che come ultimo esito «potrebbe danneggiare i consumatori europei».
«Lasciamo che indaghino», è finora l’unico laconico commento della Gazprom. Ma naturalmente la questione non si esaurisce negli aspetti normativi o giuridici: è anche politica, perché il controllo dell’energia è anche sorgente di potere geo-politico, e il monopolista gigante Gazprom rappresenta da sempre il braccio più potente del Cremlino, della Russia, di quello che nell’Europa orientale resta comunque un impero economico. Da 40 anni, l’Europa, che importa l’80% del suo fabbisogno energetico, è il più importante consumatore del gas russo: oltre 20 dei suoi Paesi assorbono il 65% del prodotto esportato da Mosca. Cioè ne dipendono. Semplificando al massimo: in qualche modo, almeno in teoria, i rubinetti del gas possono essere oggi quello che un tempo erano, per Varsavia o per Budapest, i carri armati con la stella rossa.
È anche per tutto questo, e non solo per una violazione delle norme, che la Commissione Europea si dice ora «preoccupata» per il possibile abuso sul mercato. La procedura, qualificata come prioritaria, è stata aperta dagli uffici del commissario europeo alla Concorrenza, Joaquin Almunia, sulla scia di una serie di controlli già effettuati nei mesi scorsi. Gli 8 Paesi, in cui il mercato dell’energia potrebbe essere stato alterato, sono: Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Estonia, Lituania, Lettonia, Ungheria e Bulgaria. Ma «non è escluso», ha spiegato un portavoce della Commissione, che le indagini possano essere estese in futuro anche ad altre nazioni.
Le pratiche di Gazprom che per Bruxelles potrebbero essere definite come «sospette» sono tre (anche se si precisa, secondo i protocolli usuali, che un’indagine non significa di per sé una condanna). E cioè: l’aver «diviso i mercati impedendo il normale flusso del gas naturale» fra gli Stati della Ue; l’aver «impedito la diversificazione delle forniture di gas»; e infine, l’aver «imposto prezzi scorretti ai consumatori legando le tariffe del gas a quelle del petrolio».
Un simile comportamento, dice l’Antitrust, «se provato, potrebbe costituire una restrizione della competizione e portare a prezzi più alti e a un deterioramento della sicurezza nelle forniture».
In questa battaglia che va avanti più o meno apertamente da anni, la Ue ha anche armi teoricamente molto potenti, per difendere gli articoli 101 e 102 dei Trattato sul funzionamento dell’Unione, che vietano appunto l’abuso di posizione dominante sul mercato. Può, per esempio, sempre teoricamente, e secondo i tempi lunghi delle procedure europee, proibire ai fornitori di controllare i gasdotti internazionali e gli altri canali adoperati per il trasporto del gas. Se mai l’indagine di oggi arrivasse a una condanna, il Cremlino potrebbe essere costretto a pagare una multa molta elevata e cambiare la sua strategia commerciale.
La sfida in realtà è appena iniziata. La Commissione europea cercherà di giocarla tutta sul filo del diritto. ma c’è da scommettere che per Putin sarà una partita soprattutto politica.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

L’anno del Covid si porta via, oltre ai tanti morti, 150 miliardi di Pil. Ma oggi si può dire che...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Forte crescita dell’attività di private equity nei primi due mesi dell’anno. Secondo il dodices...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Goldman Sachs ha riavviato il suo trading desk di criptovalute e inizierà a trattare futures su bit...

Oggi sulla stampa