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Ue: accordo sui rimborsi

«Importanti parametri» per risarcire i risparmiatori truffati delle quattro banche sono stati concordati a Bruxelles dal governo italiano e dal commmissario Ue alla Concorrenza Margrethe Vestager. Pur ribadendo che la Commissione «ha l’obbligo di controllare che non ci siano aiuti di Stato che entrano dalla porta sul retro », Vestager ha parlato di «discussioni costruttive tra la Commissione Ue e le autorità italiane» e ha precisato che l’implementazione dei parametri concordati «è nelle mani dell’Italia ». Nulla di ufficiale da parte del governo, ma da giorni si parla di un provvedimento ministeriale (non un decreto legge, che scadrebbe in coincidenza con le elezioni amministrative, riportando in auge in un momento delicato per la maggioranza il dibattito sulle rivendicazioni degli obbligazionisti di Banca Etruria, Banca Marche, Cariferrara e Carichieti). Un provvedimento che stabilisca un indennizzo rapido, evitando le lunghe procedure degli arbitrati o per lo meno semplificandole,senza però aggirare le regole della “condivisione degli oneri” introdotta con la nuova normativa sul bail-in. Un indennizzo ampio ma non generalizzato, che si attenga a parametri precisi: «La cosa importante per noi – ha detto il commissario Vestager – è appurare se c’è stata vendita impropria, perché vuol dire che è successo qualcosa di sbagliato. E questo naturalmente può essere stabilito in modi diversi».
A questo punto però si pone il problema di ampliare i fondi a disposizione: i 100 milioni stanziati attraverso il Fondo interbancario di tutela dei depositi, potrebbe non essere sufficienti, si parla di un fabbisogno di 250-300 milioni. Negli ultimi giorni qualche indicazione è arrivata da via Nazionale. In un incontro tra i rappresentanti del comitato “vittime del decreto salva banche” e il direttore dell’Unità di risoluzione di Bankitalia Stefano De Polis qualche giorno fa è emersa l’ipotesi che i futuri acquirenti delle quattro nuove “good bank” si facciano carico in parte degli indennizzi, attraverso l’emissione di nuovi bond subordinati destinati ai risparmiatori danneggiati dalla risoluzione dei precedenti istituti. Ancora, fonti finanziarie rilevano come ulteriori risorse potrebbero arrivare da una migliore valutazione delle sofferenze delle quattro banche: infatti la stessa Commissione Europea e la Banca d’Italia hanno riconosciuto come il valore fissato a novembre (17,6% di media sul nominale) sia una stima nominale che potrebbe anche risalire di alcuni punti. Tuttavia le vendite potrebbero procedere a rilento perché analisti del settore suggeriscono di non vendere in blocco tutto ma di mettere in campo una serie di operazioni di cessione in modo da spuntare un miglior prezzo.
Si profila inoltre, ma neanche su questo c’è una posizione ufficiale italiana o Ue, un rinvio a settembre del termine del 30 aprile, fissato in precedenza per la vendita delle quattro banche: «Sono questioni che discutiamo con lo Stato membro – ha replicato Vestager – ed è meglio che rimangano tra noi e lo Stato membro».

Rosaria Amato

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