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Ubs vola in Borsa sul piano-tagli

Alla vigilia dei dati sul terzo trimestre di quest’anno, che verranno resi noti oggi, il titolo Ubs ieri a Zurigo ha spiccato il volo. L’azione della maggior banca elvetica ha infatti chiuso la seduta a 13,12 franchi, con un rialzo del 7,28%. Un’impennata notevole, favorita non dalle previsioni sui risultati ma piuttosto dalle voci persistenti su forti tagli agli organici.
Dopo i media svizzeri, nei giorni scorsi anche la stampa internazionale è tornata su queste voci. Sia il Financial Times che il Wall Street Journal hanno rispolverato la cifra di 10mila tagli da distribuire di qui a qualche anno (su un organico complessivo attuale di circa 63mila addetti), tagli che riguarderebbero soprattutto il ramo investment banking e dunque in larga misura le attività negli Usa e nel Regno Unito. La cifra di 10mila era già apparsa nelle scorse settimane, ma poi erano subentrate voci (vedi Il Sole 24 Ore del 23 ottobre) sulla piazza elvetica che indicavano come più probabile un taglio di 3-5mila posti di lavoro. Il vertice di Ubs non ha commentato le ultime voci, come non aveva commentato le precedenti.
L’unica reazione ufficiale è stata, due settimane fa, quella del chief executive officer Sergio Ermotti, che in una lettera ai dipendenti si era detto molto deluso per il fatto che nella banca ci fosse qualcuno che aveva deciso di agire per il proprio interesse, alimentando le indiscrezioni. Un riferimento nemmeno troppo velato a manager Ubs che, contrari alla ristrutturazione ed alla conseguente centralizzazione di alcune funzioni, hanno probabilmente fatto uscire cifre e dati dell’analisi in corso. Un’analisi che, aveva scritto Sergio Ermotti, ex top manager Unicredit, non era ancora terminata. Nessun commento quindi sulle cifre oggetto di indiscrezioni.Duramente toccata dalla crisi finanziaria tra il 2008 ed il 2009, Ubs aveva dato il via al rilancio sotto la guida di Oswald Grübel, che poco più di un anno fa ha però dovuto lasciare il timone, dopo la maxi perdita subita nella sede di Londra a causa di un ex trader, ora accusato di frode e sotto processo. Assunta la carica lasciata dal tedesco Grübel, il ticinese Ermotti ha proseguito lungo il percorso di taglio dei costi e dei rischi e quindi nel marcato snellimento delle strutture. Ubs, come l’altra grande banca elvetica Credit Suisse, si sta ricentrando attorno al business centrale del private banking e sta ridisegnando dunque la presenza soprattutto nell’investment banking.
Per quel che riguarda le previsioni sugli utili del terzo trimestre 2012, gli analisti interrogati alla vigilia dall’agenzia Awp hanno indicato in media un profitto netto di 430 milioni di franchi, in calo del 57% rispetto allo stesso periodo del 2011. Nel secondo trimestre di quest’anno l’utile netto di Ubs era stato di 425 milioni di franchi, ma su questo risultato aveva inciso la perdita subita dalla banca a causa del cattivo funzionamento del listino americano Nasdaq durante l’approdo in Borsa di Facebook. Ubs, come altre banche internazionali, ha richiesto un indennizzo al Nasdaq. Nell’arco dei primi sei mesi del 2012 l’utile netto della maggior banca rossocrociata è stato di 1,2 miliardi di franchi, contro i 2,8 miliardi di franchi dello stesso periodo del 2011.

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