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Ubs, l’era Ermotti si chiude con utili raddoppiati

Il chief executive officer uscente di Ubs, il ticinese Sergio Ermotti, saluta la banca con cifre del terzo trimestre 2020 superiori alle attese. Ermotti lascia il maggior istituto bancario svizzero alla fine di questo mese, dopo averne tenuto il timone per oltre nove anni. Il successore è, dal primo novembre, l’olandese Ralph Hamers, ex Ing. Ermotti è già nel board di Swiss Re e all’assemblea degli azionisti del prossimo aprile sarà proposto come presidente del cda del gruppo riassicurativo elvetico.

L’utile netto trimestrale di Ubs è di 2,1 miliardi di dollari (1,77 miliardi di euro), il 99% in più su base annua; per l’insieme dei primi nove mesi 2020, l’utile netto è di 4,9 miliardi di dollari, contro i 3,5 miliardi di un anno prima. All’aumento degli utili hanno contribuito da un lato il buon andamento dei ricavi, dall’altro incassi una tantum come la vendita della piattaforma per transazioni su fondi di investimento a Clearstream, controllata da Deutsche Börse (che ha fruttato 600 milioni).

«I risultati di questo terzo trimestre – dice Sergio Ermotti – si commentano quasi da soli. Esprimono solidità, registrano i contributi positivi di tutte le aree di business della banca. Abbiamo sviluppato gli affari, abbiamo lavorato sui costi. È importante sottolineare quella che è una costante di Ubs in questi anni: siamo riusciti a realizzare forti risultati in qualsiasi condizione dei mercati».

Tra luglio e settembre i patrimoni amministrati da Ubs sono aumentati da 3.588 a 3.807 miliardi di dollari, confermando la banca come maggior gestore patrimoniale a livello internazionale. Tra le sue leadership, Ubs vuole anche mantenere quella che riguarda la finanza sostenibile, che fa parte della sua strategia. Agli azionisti di UBS saranno versati 0,365 dollari per azione, come seconda tranche del dividendo 2019. «L’esser riusciti a realizzare una buona profittabilità – afferma Ermotti – ci consente anche di concretizzare la nostra volontà di fornire una buona remunerazione agli azionisti. Il pagamento di una seconda tranche di dividendo e le riserve di capitale costituite per eventuali nuovi riacquisti di azioni confermano ancora una volta questa volontà».

Nelle scorse settimane ci sono state voci su una possibile fusione con Credit Suisse, seconda banca elvetica. «Ubs e Credit Suisse non hanno commentato – dice Ermotti – e io continuo a non commentare le voci. Dico una cosa diversa e importante: Ubs è oggi in una situazione talmente solida da poter valutare con calma tutte le opzioni, può scegliere tranquillamente se attuare in futuro una crescita tutta organica oppure se procedere anche ad acquisizioni».

Per quel che riguarda le previsioni per prossimi mesi, Ubs non si sbilancia e ricorda che la situazione è resa incerta ancora dalle dinamiche della pandemia. «Fare previsioni sul contesto economico e finanziario dei prossimi mesi – afferma Ermotti – è naturalmente molto difficile, considerando soprattutto la volatilità legata all’andamento del coronavirus. Ubs comunque ha buone basi per affrontare i vari scenari possibili».

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