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Ubs chiude il 2010 in utile dopo tre esercizi in rosso

di Lino Terlizzi

Ubs, la maggior banca elvetica, archivia la fase delle perdite e si installa nuovamente in area utili. Dopo tre anni chiusi in rosso, sull'onda del coinvolgimento nella crisi finanziaria internazionale, Ubs nel 2010 ha realizzato un utile netto di 7,2 miliardi di franchi. I conti 2009 erano terminati con una perdita di 2,74 miliardi. A Zurigo l'annuncio è stato accolto ieri positivamente e il titolo Ubs ha chiuso la seduta con un rilazo del 4,2 per cento.

La fiducia della clientela sembra essere almeno in parte ritornata, dopo il periodo dei marcati deflussi di capitali, tra il 2008 ed il 2009. Nel quarto trimestre dell'anno appena chiuso la banca ha registrato una raccolta netta di fondi di 7,1 miliardi di franchi, contro 1,2 miliardi tra luglio e settembre. Il ritorno agli utili riflette principalmente il miglioramento dell'investment banking, che era stato la sede principale delle perdite nella fase di difficoltà. La divisione ha evidenziato un utile prima delle imposte di 2,17 miliardi di franchi, contro una perdita di 6,08 miliardi nel 2009.

Nel solo quarto trimestre 2010 il risultato netto della banca è di 1,29 miliardi, mentre nel terzo trimestre era pari a 1,66 miliardi. «Nonostante i chiari progressi compiuti nel 2010 siamo perfettamente consapevoli di dover proseguire nell'azione di miglioramento dei nostri risultati», ha commentato il Ceo Oswald Grübel, ribadendo l'obiettivo di un utile ante imposte di 15 miliardi di franchi al più tardi entro il 2014. Per l'esercizio 2011, Grübel si è mostrato abbastanza ottimista. Il ceo di Ubs ritiene che la banca in diversi comparti dell'investment banking riuscirà a recuperare quote di mercato. Nella gestione di patrimoni, che resta per molti aspetti il core business dell'istituto, prevede un incremento del margine lordo.

Per soddisfare i requisiti patrimoniali richiesti dalle nuove norme internazionali ed elvetiche, la banca continuerà a trattenere gli utili. Di conseguenza non verrà corrisposto un dividendo per il 2010. Il coefficiente di solidità Tier 1 nel quarto trimestre è passato dal 16,7 al 17,7%. Ubs ha anche annunciato che verserà 4,32 miliardi di franchi in bonus per il 2010, il 10% in meno dell'anno precedente. Una quota di 1,55 miliardi sarà però pagata solo nei prossimi anni. Le spese per il personale sono ammontate a poco meno di 17 miliardi di franchi, contro 16,54 miliardi nel 2009. Il numero degli impieghi a tempo pieno è diminuito da 65.233 a 64.617.

Tutte le attività hanno registrato afflussi di fondi, ha precisato la banca svizzera.E la situazione dovrebbe migliorare quest'anno: «Ci sono molte ragioni per essere ottimisti», ha rilevato il direttore finanziario John Cryan. La raccolta netta dell'attività di gestione patrimoniale e delle attività con la clientela in Svizzera (Wealth Management & Swiss Bank) è stata pari nel quarto trimestre a 2,7 miliardi, contro 0,9 miliardi nel terzo trimestre. La raccolta è venuta principalmente dall'Asia, dai Paesi emergenti e dai clienti particolarmente abbienti. Una velocità minore è stata invece registrata in Europa. La banca comunque sembra godere ora di maggiore fiducia anche oltre oceano, dopo una lunga fase di controversie fiscali e di scontri sul segreto bancario negli Usa.

A fine anno i patrimoni in gestione al gruppo erano pari a 2152 miliardi di franchi, contro 2180 miliardi a fine settembre. Da ricordare che l'andamento positivo del mercato e la raccolta netta sono stati più che neutralizzati dal deprezzamento del dollaro e dell'euro nei confronti del franco.
 

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