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Ubi vara il piano della banca unica. Più accantonamenti, meno Btp

MILANO Non teme le conseguenze della Brexit Victor Massiah, ceo di Ubi Banca: «reazioni eccessive». Dunque non ha timori nel presentare un piano industriale «stand alone» — visto che «non ci sono» in vista operazioni di fusione — con 874 milioni di utili netti attesi al 2020 dagli attuali 117 milioni, una redditività che sale al 10,6% e un patrimonio (cet1) che si cresce dall’11,6% al 12,8%.

In mezzo ci sono accantonamenti «straordinari» sui crediti deteriorati per 909 milioni (59 già realizzati) che però, ha sottolineato Massiah, «non necessitano di ulteriore patrimonio, perché andiamo a liberare noi stessi il capitale oggi congelato, la cosiddetta shortfall » dai modelli interni di valutazione dei crediti. Con questa mossa tecnica, Ubi innalza la copertura sui crediti deteriorati dal 37,8% al 49% e quella sulle sofferenze dal 52,6% al 61%. La conseguenza immediata sarà sui conti di quest’anno, che chiuderanno in rosso, essendo i costi spesati tutti adesso. Ma il dividendo viene comunque confermato al livello del 2015. In più Ubi stima di recuperare negli anni 300 milioni di crediti fiscali: «Non ce l’ha imposto la Bce di aumentare le coperture, è un nostro atto volontario», ha spiegato Massiah, «Avevamo coperture più basse di altre banche perché avevamo più garanzie, ora ci allineeremo alla media ma avendo sempre quelle garanzie».

Massiccio anche l’intervento sul portafoglio di titoli di Stato: ad oggi sono 19 miliardi, al 95% italiani comprati «quando lo spread era a 500, abbiamo creduto con coraggio nella solvibilità dell’Italia, pensavamo che il mercato fosse eccessivo e abbiamo fatto una buona rendita negli anni». Entro il 2020 si ridurrà a 13 miliardi: per diversificare, saranno ceduti 11 miliardi di Btp e comprati titoli europei e Usa.

Massiah conferma la nascita della banca unica con la fusione dei 7 istituti controllati, la chiusura di 130 filiali (con altre 150 previste), la riduzione di 1.700 dipendenti fra uscite volontarie e entrate di 1.100 giovani. Con la fusione delle controllate, Fondazione Cr Cuneo diventerà il primo azionista al 5,90% (e incasserà anche 120 milioni), seguita da Fondazione Banca del Monte di Lombardia al 5,20%. Sul risiko delle poltrone, solo una battuta: «A oggi non ho ricevuto alcuna offerta da Unicredit».

Fabrizio Massaro

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