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Ubi, pronto il piano per fondere Iw e Private

Anche Ubi dal primo gennaio avrà la sua banca a base di web e promotori. Che unendo le capacità attrattive tipiche delll’uno e quelle consulenziali degli altri, punta a moltiplicare il contributo – in termini di masse e di redditività – delle due società operative nei due ambiti, vale a dire Iw Bank e Ubi Banca private investments.
Il cantiere si è messo in moto da tempo, ma il piano industriale è stato approvato nella sua veste definitiva martedì scorso dal Consiglio di Gestione del gruppo. Il “Progetto Gazzella”, questo il nome assegnato al dossier, ha fissato gli obiettivi al 2018: dai 180 mila clienti attualmente facenti capo alle due società (110mila a Iw Bank, gli altri a Bpi) si punta a quota 400mila, con le masse che dovrebbero raggiungere i 25 miliardi, attraverso il potenziamento della piattaforma digitale ma anche attraverso la crescita del 50% della rete di promotori. I ricavi dovrebbero così quasi raddoppiare dagli attuali 102 milioni, e anche sugli utili si attende un contributo ben superiore ai 10 milioni contabilizzati l’anno scorso dalle due società. In fondo, è partita proprio di qui la scelta del gruppo di procedere alla fusione: «Al momento abbiamo due società in buona salute, ma che scontano un limite dimensionale», spiega il direttore generale di Ubi Francesco Iorio, che ha curato il progetto Gazzella. «Iw Bank è un benchmark nel suo settore, grazie a una piattaforma all’avanguardia e un marchio molto apprezzato, Bpi completa il servizio grazie alla riconosciuta capacità di upselling e cross selling: per questo, abbiamo deciso di far convergere i due modelli, sia per aumentare la clientela acquisita che per estrarne sempre maggior valore aggiunto». Cercando così di farsi largo in un mercato, quello del risparmio gestito, oggi di fatto cannibalizzato dai primi cinque player (Allianz, Fideuram, Fineco, Generali, Mediolanum) che hanno una quota complessiva del 75% delle masse.
La fusione sarà formalizzata il 18 maggio prossimo, ma l’operatività avrà valenza reatroattiva da gennaio. L’operazione, per cui è stata già inviata la richiesta di autorizzazione alla Banca d’Italia, prevede l’integrazione societaria in Bpi di Iw Bank; il nome della newco sarà Iw Bank private investments, «per valorizzare appieno il brand, molto conosciuto e forte, della nostra banca online», puntualizza Iorio.
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