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Ubi prepara la spa, a ottobre il cambio

Ubi rompe gli indugi e avvia formalmente le procedure per la trasformazione in società per azioni. Il consiglio di sorveglianza dell’istituto cooperativo, riunito ieri, ha definito il nuovo testo statutario che dovrà essere sottoposto all’assemblea dei soci, prevista per ottobre, e deciso alcuni interventi sullo statuto da varare prima dell’assise dei soci. Nei prossimi giorni verrà presentata anche l’istanza alla Banca d’Italia. 
Ubi è il primo istituto popolare ad avviare il percorso di trasformazione in spa, imposto dalla legge di riforma che obbliga entro 18 mesi le banche cooperative con attivi superiori agli 8 miliardi di euro a cambiare statuto per diventare società per azioni. Una mossa che punta a spingere il consolidamento delle Popolari, in cui Ubi, a detta di molti osservatori, vista la dimensione avrà un ruolo chiave. In realtà l’istituto guidato dal consigliere delegato Victor Massiah, in prima battuta è stato sollecitato a esaminare il dossier Montepaschi, chiuso dopo un breve confronto. Ora il mercato sta guardando in direzione Bpm, anch’essa obbligata alla trasformazione in società per azioni, nell’ambito di un progetto che potrebbe portare alla nascita di due grandi poli bancari, uno a Milano — mettendo insieme appunto Ubi e Bpm —, l’altro in Veneto attorno al Banco Popolare. Per le altre Popolari obbligate alla spa resterebbe la doppia opzione di confluire in uno dei due poli o cercare altri partner tra gli istituti cooperativi di dimensione simile. Nei prossimi mesi si capirà qualcosa di più sui movimenti che potrebbero ridisegnare la geometria del sistema bancario cooperativo. Nel frattempo Massiah ha aperto il cantiere.
In vista dell’assemblea che dovrà deliberare sulla trasformazione, ieri il consiglio di sorveglianza di Ubi, su proposta del consiglio di gestione, ha anche deciso di mettere subito mano allo statuto per modificare alcuni punti. Le modifiche prevedono l’aumento fino a un massimo di 10 del numero di deleghe che un socio potrà portare in assemblea; l’attribuzione al consiglio di sorveglianza del potere di deliberare in merito alla limitazione o il rinvio, in tutto o in parte, del rimborso delle azioni oggetto di recesso, ovvero quelle dei soci che decideranno di no seguire la nuova avventura di Ubi spa; l’abrogazione della regola per cui serve la qualità di socio per essere eletto in consiglio.
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