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Ubi, piano «Rilancia Italia» 10 miliardi a famiglie e imprese

È la banca del territorio più colpito dall’epidemia di Coronavirus, e come tale l’attensione di Ubi Banca verso le zone di Bergamo e Brescia, ma allo stesso modo per tutte le aree in cui l’istituto è presente, è molto alta. Anche perché sulla presenza e la vicinanza al territorio si gioca una buona parte dell’opera di convincimento dei piccoli soci dell’istituto guidato da Victor Massiah nel resistere all’offerta di scambio lanciata da Intesa Sanpaolo il 17 febbraio.

La vicinanza al territorio — già mostrata con i 5 milioni di euro donati in favore di ospedali e centri di ricerca — si traduce per Ubi nel varo di più interventi dal valore complessivo di 10 miliardi, è spiegato in una nota della banca presieduta da Letizia Moratti. «Il gruppo Ubi è parte essenziale del sistema economico nazionale, e nasce in alcune delle aree industriali più importanti d’Europa», sostiene Victor Massiah, consigliere delegato. «Lo storico legame con il territorio e un forte senso di responsabilità ci portano ad agire con determinazione per aiutare le famiglie e le imprese ad affrontare la crisi». «È importante dare ulteriore ossigeno alle nostre imprese in particolare per poter pensare al futuro, a rimettersi in sesto, generare quelle forze che devono in qualche modo dare accelerazione alla crescita», ha detto Massiah al Tg5.

Legame con il territorio e senso di responsabi-lità ci porta-no a aiutare le famiglie e le imprese nella crisi

Anche altri grandi gruppi come Intesa Sanpaolo, Unicredit, Mps e Banco Bpm hanno presentato misure a favore di imprese e famiglie colpite dalla crisi per lo stop alle attività necessitato per contrastare l’epidemia di Covid-19 e la diffusione del Coronavirus. Il piano «Rilancia Italia» di Ubi riguarda tutti i segmenti di clientela del gruppo bancario, è specificato nella nota: «Le imprese per assicurarne continuità operativa a fronte di possibili crisi della liquidità», e le famiglie, gli individui e anche gli enti del Terzo settore «per sostenerne la tenuta in un momento sociale potenzialmente critico». Per le imprese sono previste linee temporanee a breve termine o finanziamenti chirografari anche tramite l’intervento di garanzie di Stato, l’incremento delle linee di cassa tramite conversione delle linee di credito ancora non utilizzate, la possibilità di ottenere una moratoria sui finanziamenti in essere e il consolidamento del debito con nuovi finanziamenti concessi grazie a garanzie pubbliche (con l’assistenza della legge 662). Come sostegno alla digitalizzazione, si potrà attivare il Pos mobile da remoto. Per le famiglie, prevista la moratoria sui finanziamenti personali in essere per chi ha subìto la perdita o una riduzione del lavoro, e quella sui mutui per le categorie e alle condizioni del decreto Cura Italia, oltre alla possibilità di ottenere un anticipo sulla cassa integrazione in deroga.

Intanto continua il braccio di ferro sull’offerta pubblica, di cui martedì Intesa Sanpaolo ha rivendicato la valenza «ancora più strategica», anche in vista dei piani di riduzione degli npl che Ubi dovrà varare. La banca guidata da Massiah ha indirettamente replicato ricordando di avere il tasso più basso di npl lordi dopo Unicredit, al 6,9% (considerate le cessioni in corso), e una alta copertura grazie alle garanzie in essere. La partita però si gioca anche sul lato finanziario, dove lo stop al pagamento dei dividendi imposto dalla Bce cambia anche gli equilibri dell’ops da 17 nuove azioni Intesa Sanpaolo ogni 10 Ubi. Secondo Equita il premio offerto ai soci Ubi salirebbe di un altro 8%. Intanto, sempre circa lo stop ai dividendi, ieri si è adeguato anche il consiglio di Bper Banca.

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