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Ubi, perquisizioni nelle sedi di Iw Bank

Il trading on line utilizzato come canale per riciclare denaro. È quanto ipotizza la procura di Milano che ieri ha fatto perquisire le sedi di Milano, Brescia e Varese della banca on line IWBank, controllata dal gruppo Ubi Banca. Le perquisizioni, che sono state eseguite dal personale del Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di Finanza, sono contestuali all’iscrizione nel registro degli indagati di 12 dipendenti e funzionari della banca (nessuno dei quali in posizioni apicale) e di un intermediario indipendente. Le indagini, coordinate dal pm Elio Ramondini e dal procuratore aggiunto Francesco Greco, sono successive a una serie di segnalazioni di operazioni sospette che sono state trasmesse al Nucleo valutario(che, insieme alla Direzione investigativa antimafia, è il naturale sbocco delle sos) da parte dell’Unità di informazione finanziaria della Banca di Italia. In dettaglio, dopo un’ispezione condotta dagli uomini dell’Uif nel 2013, sono state segnalate 104mila posizioni giudicate degne di approfondimenti investigativi dagli uomini di Claudio Clemente (direttore dell’Uif). I reati contestati, insieme a quello di riciclaggio, sono quelli di autoriciclaggio, che punisce chi ricicla soldi propri (e non di altri) e di omesse o inadeguate verifiche delle norme anti money launderingdisposte dal decreto 231 del 2007. Si tratta probabilmente della prima volta che il trading on line viene sospettato di essere un potenziale canale di riciclaggio. Nei dettagli gli investigatori stanno lavorando su una serie di operazioni per un controvalore di 14 milioni di euro che sono transitate sui terminali della banca controllata da Ubi Banca da parte di quattro società basate alle Bahamas e alle Cayman e confluite attraverso bonifici transitati attraverso intermediari svizzeri e irlandesi. Le quattro società individuate come le beneficiarie effettive dei conti sono la Cristallina investment fund Ltd, la Cristallina strategy Iceberg, la Frontwave Capital e la Alphabet Global, ma non risultano clienti della banca sotto inchiesta.
Già alla fine di giugno IWBank era stata visitata dai militari. Si trattava però di accertamenti nell’ambito di un’altra inchiesta che è ancora in corso a Bergamo. Fonti interne a Ubi Banca, confermano che l’iniziativa giudiziaria di ieri non abbia nulla a che vedere con l’indagine avviata nel maggio 2014 che contesta l’ipotesi di ostacolo agli organi di vigilanza a carico del presidente di Intesa San Paolo, Giovanni Bazoli (indagato in qualità di presidente dell’associazione Banca Lombarda e Piemontese), e di altri top manager dell’istituto di credito guidato da Victor Massiah.

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