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Ubi, patto valuterà fusioni

Il Car, patto di consultazione che riunisce il 17,8% del capitale di Ubi banca, non è a conoscenza di alcuna ipotesi di aggregazione che riguardi l’istituto, anche se è disponibile a valutare ogni dossier che possa finire sul tavolo dell’a.d. Victor Massiah e a sostenere ipotesi di fusione per creare valore. «Mai dire mai al consolidamento», ha affermato Mario Cera, avvocato del comitato di presidenza dell’organismo. «Se agli azionisti venisse presentata un’operazione di successo sostenibile in grado di creare valore per gli azionisti, perché no? Ma non c’è moral suasion che possa imporre a una banca come Ubi, sana e con una storia di successo alle spalle, di fare operazioni. Al momento non siamo a conoscenza di nessun dossier sul tavolo. Nessuno può imporre a Ubi di sobbarcarsi situazioni di crisi».

Giandomenico Genta, presidente della Fondazione Crc, primo azionista di Ubi con il 5,908%, ha aggiunto che tutte le ipotesi vanno valutate. Un matrimonio con Banco Bpm, per esempio, darebbe una svolta di carattere nazionale, mentre un’aggregazione con Bper avrebbe un respiro più regionale. «Di certo non vogliamo migliaia di esuberi», ha aggiunto Genta. Quanto a un possibile tavolo col Montepaschi, andrebbero valutati i rischi per cause legali, anche se, una volta ripulito dai rischi potenziali, potrebbe avere un appeal. In sostanza il patto, qualora si presentassero operazioni, le valuterà caso per caso.

Quanto agli equilibri interni all’istituto lombardo, l’organismo si propone di «essere un punto fermo in grado di dare stabilità e coesione alla banca attraverso un nucleo importante e ristretto di azionisti», ha osservato Cera. «Il Car vuole agire come se fosse un investitore istituzionale, un fondo chiuso ma con alcune peculiarità. Le sfide sono dietro l’angolo. Vuole essere un punto di stabilità nell’azionariato, ma con una funzione di alto advisory».

Infine, un messaggio all’a.d. sulla remunerazione: la cedola relativa al 2019 «è sicuramente soddisfacente ma non sufficiente». Il dividendo proposto è di 13 centesimi ad azione. «Come payout vorrei vedere qualcosa che si avvicina di più ai 20 centesimi», ha detto Genta. «Comprendo, però, che bisogna avere molta attenzione alla solidità patrimoniale».

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