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Ubi, parte la migrazione dei clienti A Intesa 2,6 milioni di conti correnti

A oltre un anno da lancio dell’Opa, e a otto mesi dalla fusione, scatta la migrazione di Ubi in Intesa Sanpaolo. Nel corso del fine settimana si realizzerà infatti il passaggio informatico dell’intera rete dell’ex popolare nel gruppo Intesa.

Nel complesso Ca’ de Sass accoglierà circa 2,4 milioni di clienti, 2,6 milioni di conti correnti spalmati su circa 1.000 filiali, dove lavorano 15mila dipendenti: un realtà fatta da persone e asset che da lunedì sarà formalmente parte integrante del gruppo Intesa.

L’operazione “Baudelaire”, questo il nome scelto internamente a Ca’ de Sass per il progetto, si preannuncia importante per le dimensioni della società in via di incorporazione e le complessità operative generate dalla pandemia. Ubi, la oramai ex quinta banca del paese – banca che proprio oggi, sotto la presidenza di Paolo Maria Grandi e la guida dell’a.d. Gaetano Miccichè firmerà oggi la sua pagina conclusiva con l’assemblea che in via ordinaria approverà il bilancio di esercizio al 31 dicembre 2020 – vale in termini dimensionali tra una volta e mezzo e due volte la somma delle due ex banche venete, che a fine 2017 una volta liquidate finirono in Intesa. In termini di dipendenti il rapporto è quasi cinque volte superiore a quello di Veneto Banca e Banca Popolare Vicenza.

A confluire in Intesa Sanpaolo è una banca a 360 gradi, presente in tutta Italia e radicata in molti territori, attiva nei diversi segmenti di clientela e con proprie società prodotto.

Anche per la complessità della struttura oggetto di integrazione, la migrazione insomma si prospetta uno stop tutt’altro che banale. Per la clientela private ex Ubi (che confluirà in Fideuram Intesa Private banking) è prevista poi una migrazione nella migrazione, e non a caso la divisione è stata scissa e incorporata a parte lo scorso primo marzo in Fideuram.

Da un punto di vista informatico Ubi Leasing e Ubi Factor migreranno nel corso dell’ultimo trimestre dell’anno, mentre IwBank (che dovrebbe mantenere il brand) sarà “allacciata” a Intesa Sanpaolo al pari del resto della banca.

Smarcato questo passaggio decisivo, per Intesa in verità l’operazione Ubi avrà una doppia appendice: nel corso del week- end del 20-21 maggio è infatti previsto il passaggio di 26 punti operativi ex Ubi (che saranno di fatto “sigillati” durante questo week end) a Banca Popolare di Puglia e Basilicata mentre il 19-20 giugno passeranno a Bper altre 31 filiali, di proprietà di Intesa Sanpaolo, il tutto a completamento della cessione del ramo d’azienda a Bper avvenuto a febbraio 2021 e nel rispetto degli accordi a fini Antitrust.

Tecnicamente, le filiali di Ubi Banca oggi chiuderanno anticipatamente alle 12.30 per favorire il via libera alle operazioni logistiche legate al cambio di brand mentre gli sportelli automatici potrebbero subire temporanee interruzioni di operatività nel corso del fine settimana. Previsto e già comunicato il cambio di Iban per tutta la clientela ex Ubi (inclusi accrediti e addebiti automatici) mentre le carte di debito e le carte prepagate Ubi Banca continueranno a funzionare fino al prossimo 31 dicembre 2021. Il test vero sarà però sui canali digitali, su cui si affolleranno circa un milione di nuovi clienti: già da domenica pomeriggio, secondo i piani di Ca’ de Sass, i servizi di Intesa dovrebbero essere operativi.

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