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Ubi, no del patto a Intesa

Il Patto Car (Comitato azionisti di riferimento), che aggrega circa il 18% del capitale di Ubi, ha definito «irricevibile» l’ops lanciata da Intesa Sanpaolo. La proposta «appare ostile, non concordata, non coerente con i valori impliciti di Ubi banca e dunque inaccettabile», si legge nella delibera approvata dopo una riunione durata alcune ore.

I valori impliciti, ha spiegato Mario Cera, rappresentante del comitato di presidenza del Car, sono anche quelli economico-patrimoniali. Rispetto al valore della banca «c’è un patrimonio netto, basta vedere il bilancio». Il patto non esclude di alzare la quota di capitale detenuta. «Abbiamo pensato molto stamattina al personale di Ubi. Il patrimonio di Ubi è il suo personale e vogliamo tutelare la banca così com’è. Le fondazioni socie hanno anche dei contenuti sociali e non conta solo il valore delle azioni. Non esiste solo quel mercato, esistono anche i territori».

Il patto, nella comunicazione ufficiale, ha definito l’ops «Intesa Sanpaolo-Unipol», visto che l’offerta vede anche la partecipazione di UnipolSai e di Bper, che rileverebbero rispettivamente alcune attività assicurative e 400-500 sportelli. «Gli azionisti», ha precisato il Car, «ritengono di dover tutelare, al contempo, il loro investimento e la banca con i suoi territori di riferimento e si sono impegnati in un progetto di medio e lungo periodo. Ubi è una banca sana, redditizia e ben gestita per competenze e risorse umane, competitiva e riconosciuta sul mercato di riferimento. Una realtà centrale per il sistema socio-economico del paese».

Giandomenico Genta, presidente della Fondazione Crc che è il primo azionista singolo di Ubi, ha aggiunto che «così l’offerta è irricevibile» e che il patto non ha ancora discusso con l’a.d. dell’istituto, Victor Massiah, se non per comunicargli che sarebbe stato inviato un comunicato stampa in merito alla delibera del Car. La formazione non ha ancora nominato consulenti esterni, mentre è stato confermato da Genta che Ubi ha dato mandato a Credit Suisse per essere assistita in questa fase complessa. A chi faceva notare che il numero uno di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, aveva detto che il personale di Ubi sarebbe stato valorizzato adeguatamente, Genta ha risposto: «Sì, quello che rimane», riferendosi ai 5 mila esuberi indicati nella proposta di acquisizione.

L’incontro, ospitato a Palazzo del Monte, quartier generale bergamasco della famiglia Bosatelli, ha visto protagonisti i soci del Car, composto da Fondazione Cassa di risparmio di Cuneo (5,9%), Fondazione Banca del Monte di Lombardia (3,9%), Polifin e Famiglia Bosatelli (2,8%), Next Investment-Famiglia Bombassei (1%), P4P e Famiglia Pilenga (1%), Radici Group e Famiglia Gianni Radici (1%), Scame e Famiglia Andreoletti (1%) e Upifra-Famiglia Beretta (1%). I soci hanno esaminato la situazione e le opzioni possibili sulla base del materiale disponibile. L’offerta completa e formale è prevista per il 7 marzo, in base alle tempistiche dettate da Intesa Sanpaolo.

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