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Ubi, Moltrasio vince la sfida

Dopo una lunga e affollatissima assemblea dei soci l’imprenditore ex presidente di Confindustria Bergamo, Andrea Moltrasio, è stato eletto sabato notte alla presidenza del consiglio di sorveglianza di Ubi Banca con il 53% dei voti degli azionisti. Non ce l’ha fatta lo sfidante, il professore della Bocconi, Andrea Resti, che aveva promesso un cambiamento radicale col taglio dei consiglieri e degli emolumenti, ottenendo il 34,3% dei voti. Il terzo sfidante, il presidente delle Cartiere Pigna ed ex parlamentare del Pdl, Giorgio Jannone, ha invece fatto convergere i suoi voti su Resti.
Sono queste le tappe salienti di un’assemblea non facile. L’assise, nei padiglioni della Fiera di Bergamo, ha registrato l’intervento di circa 6.400 persone e quasi 14 mila voti, deleghe incluse, mobilitati da una “campagna elettorale” a tratti molto dura. Alla lista di Moltrasio sono andati 7.318 voti e 18 consiglieri; quella guidata da Resti ha ricevuto 4.693 voti e cinque consiglieri, grazie al premio riservato a chi raccoglie più del 30% dei voti. Al terzo posto la lista di Giorgio Jannone: nonostante l’invito a sorpresa a far confluire i voti su Resti – l’unico «in grado di contrastare lo strapotere di questo consiglio» – i suoi candidati hanno raccolto comunque 1.548 voti.
Il sostegno di Jannone è giunto «inatteso», ha detto Resti, mentre Moltrasio ha demandato ai legali la verifica di «una cornice lecita» per l’appoggio in extremis. Al di là del clima di forte contrapposizione, l’assemblea si è svolta ordinatamente, registrando momenti di tensione solo quando i sostenitori di Jannone hanno contestato la decisione, approvata per acclamazione, di aprire le votazioni prima che si concludessero gli interventi.
Quanto ai programmi, Resti ha chiesto «di rompere con il passato nell’interesse di tutti», promettendo attenzione a famiglie e imprese, valorizzazione dei dipendenti e un taglio a compensi e poltrone. «Non siamo qui per cavalcare la rabbia e il malcontento ma per dare risposte con serietà» ha replicato Moltrasio auspicando che cessino «i veleni» e si apra «la strada della pacificazione». Ma anche Moltrasio ha riconosciuto la necessità di ridurre compensi e numero dei consiglieri (a partire dai 23 della sorveglianza) ma «senza populismi». Il consigliere delegato, Victor Massiah, ha snocciolato una serie di dati per dimostrare che Ubi è rimasta «vicina al territorio ed ha attraversato la grande crisi meglio di tanti suoi concorrenti italiani».
Un invito ai soci «a guardare avanti» e a superare le «tensioni» è arrivato dal presidente uscente Emilio Zanetti: il suo intervento, l’ultimo dopo 28 anni alla guida prima della Popolare di Bergamo, poi della Bpu e di Ubi, è stato salutato dai soci con un caloroso applauso.
La vicepresidenza della sorveglianza è andata a Mario Cera mentre la presidenza del consiglio di gestione dovrebbe essere affidata a Franco Polotti, attuale presidente del Banco di Brescia.

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