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Ubi lancia un buy back sui titoli subordinati

Ubi lancia un’offerta sul proprio debito subordinato con l’obiettivo di dare una finestra di uscita agli investitori senza cancellare l’intero flottante. La banca ha pubblicato ieri mattina un invito, rivolto ai portatori dei titoli subordinati in circolazione denominati “€300,000,000 Callable Step-Up Floating Rate Subordinated Notes due 2018”, ad offrire in vendita le proprie obbligazioni. L’operazione – si legge in una nota – è finalizzata alla gestione delle passività in essere dell’acquirente tenendo nel contempo in considerazione le prevalenti condizioni del mercato e gli sviluppi regolamentari.
Ubi insomma non eserciterà, come finora ha sempre fatto, la prima call prevista dal regolamento (per questa obbligazione la data era il 30 ottobre), ma lancerà un’offerta sui titoli in circolazione con l’obiettivo di mantenerne, per convenienza, almeno una parte fino a scadenza. Il prezzo d’offerta (il taglio minimo è di 50mila euro) è pari al 93% del valore nominale.
A spingere la banca (le cui azioni ieri a Piazza Affari hanno registrato un rialzo del 2,39%) sono questioni relative alla gestione della liquidità, ma anche la convinzione che siano ormai lontani i tempi in cui il richiamo alla prima finestra utile era garanzia necessaria di solidità e sicurezza.
L’istituto, però, cerca comunque di essere market friendly: ecco allora che, accanto all’offerta per i titoli vicina alla data della prima call (offerta già attiva e destinata a concludersi il 17 settembre prossimo, mentre il pagamento in contanti dei titoli che verranno ceduti sarà il 24 settembre), sono previsti anche incentivi per chi terrà l’obbligazione in portafoglio fino alla scadenza. Chi non aderirà all’offerta vedrà cambiare infatti le condizioni di subordinazione del titolo da “subordinato” a “senior unsecured”. In pratica il bond godrà di un grado di privilegio maggiore in caso di insolvenza dell’emittente. Ubi, secondo quanto spiega in una nota, prevede infatti che, con efficacia dalla data di pagamento degli interessi del mese di ottobre, «le condizioni del contratto saranno modificate in modo che i titoli che resteranno in circolazione a tale data cessino di essere titoli subordinati diventando, di conseguenza, titoli senior non garantiti».
La decisione di non esercitare la call del 30 ottobre indica comunque che l’interesse della banca è quello di cancellare l’esposizione debitoria sui bond subordinati e non certo quello di togliere di mezzo l’intero flottante: di 300 milioni nominali ne restano in giro poco meno di 180 e con questa operazione Ubi potrebbe scendere a un terzo del valore originario emesso, che diventerà poi senior e non avrà incidenza determinante sui valori patrimoniali bancari a fine 2013.
Un’operazione simile – sempre sul debito subordinato e con l’obiettivo di ottimizzare la composizione del proprio patrimonio di vigilanza – è stata condotta recentemente da Intesa Sanpaolo: Ca’ de Sass ha promosso infatti a fine agosto un’offerta di scambio su una serie di titoli obbligazionari subordinati per un flottante pari a 5 miliardi.

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