Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Ubi, la battaglia delle 3 liste nella banca del territorio

Oggi la «battaglia delle tre liste» irrompe in tribunale. A Bergamo si svolge l’udienza sul ricorso urgente che Giorgio Jannone ha presentato in vista dell’assemblea dell’Ubi di sabato 20 aprile. L’ex deputato pdl, capofila di «Ubi banca, ci siamo» punta all’esclusione delle altre due liste: quella del consiglio di sorveglianza uscente, che ha come candidato l’imprenditore Andrea Moltrasio, e la «bergamasca» di «Ubi, Banca Popolare!» che ha per capolista Andrea Resti. Siccome lo statuto dell’Ubi prevede che nel supervisory board siano rappresentate solo due liste, quindi oltre a quella di maggioranza una sola di minoranza, delle tre squadre in gioco una è destinata a restare fuori. E Jannone, forse temendo il peggio, ha pensato all’«arma atomica»: il tribunale, appunto.
Così, mentre sono già pronti nei piazzali i pullman destinati a portare alla Fiera di Bergamo per l’assemblea migliaia di soci, oggi i legali delle tre liste si presenteranno di fronte al giudice. E già questa è una piccola sconfitta per l’ex deputato che per le primarie (mai svolte) del Pdl ha puntato su Giulio Tremonti: lui aveva chiesto un provvedimento «inaudita altera parte», ma il tribunale ha detto no. Cosa accadrà? C’è chi scommette sul fatto che in realtà il tribunale si limiterà a dichiararsi non competente (in materia) e chi invece punta sul nulla di fatto. In pochi pensano che le denunce di irregolarità, già oggetto di esposti a Consob e Bankitalia, possano portare la lista di Jannone a vincere sabato in quanto la sola rimasta in gara.
In ogni caso la riunione del 20 aprile si presenta da record, almeno in termini di affluenza: i soci iscritti a partecipare sono 21.400 (su una platea potenziale di 85 mila), quelli ragionevolmente attesi all’ingresso in Fiera sono 7-8 mila, che con le deleghe possono portare a 14-15 mila voti. Non c’è qui il voto a distanza e neppure è stato predisposto un sistema elettronico: i soci sfileranno per introdurre nell’urna la scheda cartacea. Insomma, si profilano una giornata lunga e un’atmosfera incandescente, soprattutto nel caso a Bergamo si svolga la battaglia a tre.
Jannone con il ricorso ha puntato il tutto per tutto. Da due-tre anni sul piede di guerra, di recente si è attribuito per l’Ubi un ruolo «misto» «fra Beppe Grillo, Matteo Renzi e Silvio Berlusconi prima maniera»: insomma si sente a tutti gli effetti un «rottamatore» della finanza consolidata bresciano-bergamasca. Solo che non aveva messo nel conto un concorrente per i suoi candidati (fra i quali figura Vittorio Dotti, un tempo «il» legale di Berlusconi), ai posti (da uno a cinque secondo le percentuali ottenute in assemblea) riservati alla lista di minoranza. Un competitor agguerrito. Perché la lista guidata dal docente della Università Bocconi Resti sembra nasca da «malumori» coltivati soprattutto a Bergamo, nella Popolare della città, fino a poche settimane fa diretta da Giuseppe Masnaga, che ha lasciato l’istituto («non è stato licenziato», ha detto il consigliere delegato di Ubi Victor Massiah, «c’è stata la fine consensuale del rapporto» dovuta alla perdita «di fiducia») dopo un video messaggio da Emilio Zanetti. Il banchiere, vera «anima» dell’istituto, a 82 anni si è reso indisponibile per la presidenza del consiglio di gestione, ma è rimasto al vertice della Bergamo: le sue parole ai dipendenti, un atto di accusa senza nomi, sono state «lette» rivolte a Masnaga, che voci ricorrenti da tempo indicavano ispiratore della lista, e che a fine marzo era stato sospeso dal consiglio.
Alla «rivoluzione» in Ubi, con il ricambio dopo la scomparsa nel dicembre scorso di Corrado Faissola e il ritiro di Zanetti, si arriva dunque con un’inedita battaglia a tre. Moltrasio, che ha già indicato per la presidenza del consiglio di gestione Franco Polotti, è il favorito. Nonostante l’Italia di oggi non lesini sorprese, il risultato per la lista del consiglio uscente è dato per scontato. Fra Resti e Jannone chi la spunterà? Come ha detto Massiah sulla sfida di sabato: «Viva la democrazia».

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Un voluminoso dossier, quasi 100 pagine, per l’offerta sull’88% di Aspi. Il documento verrà ana...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La ripresa dell’economia americana è così vigorosa che resuscita una paura quasi dimenticata: l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ancora prima che l’offerta di Cdp e dei fondi per l’88% di Autostrade per l’Italia arrivi sul ...

Oggi sulla stampa