Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Ubi-Intesa, scontro sulle filiali Attesa per le mosse dei soci

Ubi: «Senza la soglia del 67% impossibile procedere alla cessione degli sportelli»
Ruolo decisivo del retail Ca’de Sass incontra le associazioni consumatori

Il duello tra Intesa e Ubi continua. All’indomani del varo dell’Offerta pubblica di scambio totalitaria lanciata da Ca’ de Sass (che in due giorni ha visto adesioni per lo 0,321%) sulle azioni Ubi, l’ex popolare torna alla carica per ribadire i motivi della sua bocciatura alla proposta di Intesa.

E così, in risposta a un comunicato diffuso lunedì dalla banca guidata da Carlo Messina, Ubi tiene a evidenziare in particolare come, qualora l’adesione all’offerta non superasse la soglia del 67%, Intesa non potrebbe procedere alla cessione dei previsti 532 sportelli a Bper, condizione questa prevista per evitare i rischi di concentrazione. «Nel caso in cui non venisse realizzata la fusione, Intesa non potrebbe legittimamente imporre a Ubi Banca di dare corso alla cessione del ramo bancario a Bper – si legge in una nota di Ubi – e conseguentemente alla cessione dei rami assicurativi a UnipolSai». Per Ubi, Intesa non potrebbe realizzare insomma operazioni «che violino i principi di corretta gestione societaria e imprenditoriale della medesima» e che «contrastino con il suo interesse sociale».

Una lettura, questa, diametralmente opposta a quella di Ca’ de Sass. Che già lunedì in una nota aveva chiarito che anche in caso di un’adesione al 50% più un voto, la banca intende «esercitare la maggioranza dei diritti di voto in assemblea, potrà legittimamente nominare un nuovo Cda (con la partecipazione di consiglieri indipendenti come previsto dalla legge e dallo Statuto di Ubi)» ed eserciterà «attività di direzione e coordinamento» su Ubi su temi come il «controllo strategico, organizzativo e, più in generale, gestionale». Di fatto, Intesa, forte anche del sì della Bce all’operazione, è convinta di poter realizzare il deal in ogni caso. Come estrema ratio, peraltro, non è escluso che la banca valuti la cessione di propri sportelli a Bper, anche se il tema non è sul tavolo.

Si vedrà nelle prossime settimane cosa accadrà. Domani intanto è prevista una riunione del Consiglio della Fondazione Banca Monte di Lombardia, socio di Ubi al 4.9% circa, anche se è possibile che sia ancora interlocutoria. E sempre per domani è fissato un Cda di Intesa: in questo caso è in agenda un’informativa sullo stato dell’offerta, e in particolare sulle ultime evoluzioni, a partire dal comunicato emesso venerdì da Ubi.

In Borsa intanto le azioni Ubi rimangono a premio sull’Ops Intesa ma con un valore che si è ridotto rispetto al giorno prima. Ieri Intesa ha terminato le contrattazioni a 1,786 euro: sulla base di questo prezzo, il valore implicito riconosciuto a Ubi sarebbe pari a circa 3,04 euro. Poichè titolo dell’ex popolare ha chiuso in calo del 2% circa, a 3,14 euro, il premio rispetto ai valori dell’offerta ora è pari al 3,4%, in calo rispetto al 5,1% del giorno precedente.

Un ruolo decisivo nell’offerta lo avrà di certo il retail. Anche per questo Intesa Sanpaolo ieri ha incontrato le Associazioni dei consumatori, che hanno dichiarato, si legge in una nota di Intesa, di «volersi rendere parte attiva in merito alla trasparenza di tutta l’operazione, vigilando attraverso le proprie reti e favorendo la libertà di adesione all’Ops da parte dei piccoli azionisti risparmiatori».

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«È un falso dilemma» che la Bce abbia un solo mandato e la Federal Reserve due. Anche la Banca ce...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Un intervento normativo finalizzato a favorire il rafforzamento patrimoniale delle società di capit...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Scuola e lavori pubblici, settore residenziale e miglioramento delle norme in fatto di appalti, come...

Oggi sulla stampa