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Ubi completa il piano 2020 con 300 uscite

Con l’accordo raggiunto l’altra notte con i sindacati, il gruppo Ubi completa l’ultimo tassello del piano industriale al 2020. E si prepara a quello nuovo che potrebbe arrivare entro marzo. L’ultimo tassello prevede 300 uscite volontarie attraverso il Fondo di solidarietà e l’accesso alla pensione, a cui faranno da contrappeso 150 assunzioni di giovani, le prime con il nuovo contratto dei bancari che prevede il superamento del salario di ingresso per i giovani. Di queste 100 saranno nuove assunzioni (50 entro il 30 giugno 2020 e 50 entro il 31 dicembre 2021) e 42 stabilizzazioni di contratti a termine in contratti a tempo indeterminato. L’accordo, spiegano dalla banca, «prosegue in coerenza con le previsioni di Piano Industriale, il ricambio generazionale correlato all’iniziativa di esodo, che consentirà, a sostegno anche dell’occupazione giovanile, l’ingresso di nuove risorse oltre al consolidamento dei rapporti a tempo determinato già operanti nel Gruppo». L’accordo di Ubi risulta così un’ulteriore conferma del benchmark di un’assunzione ogni due uscite del credito. Un benchmark che i sindacati vorrebbero confermare anche in UniCredit dove la prossima settimana partiranno le trattative sul piano industriale.

Come spiegano dalla banca, l’uscita delle risorse è prevista progressivamente già a partire da febbraio del 2020. I relativi oneri, pari a circa 70 milioni di euro lordi (circa 50 netti), saranno contabilizzati nei risultati relativi al quarto trimestre del 2019. Le sinergie di costo sono stimate in oltre 20 milioni nel 2020, e in oltre 25 milioni annui a regime a partire dal 2021. Per la banca di tratta di un’ulteriore fase del processo di razionalizzazione degli organici del gruppo che prosegue in linea con le previsioni del Piano Industriale attualmente in essere e che permetterà il raggiungimento dell’obiettivo di organico pari a 19.500 risorse previsto dal Piano per il 2020.

«È un importante momento di tutela dell’occupazione nel settore creditizio», commenta il coordinatore Fabi gruppo Ubi Banca, Paolo Citterio, e dà un messaggio «positivo», osserva il segretario nazionale Fabio Scola, che tiene conto della «recente ipotesi di accordo rinnovo Ccnl, che prevede l’eliminazione del salario d’ingresso per i giovani, del rapporto uscite/entrate di 1 a 2 e soprattutto della nuova proposta del nostro segretario generale Lando Sileoni per un nuovo patto sull’occupazione nel settore». «Pur ribadendo la nostra perplessità di fronte all’emorragia di personale che continua ad interessare il settore, nonostante la situazione economica e di redditività decisamente in miglioramento, vogliamo sottolineare – commenta la segretaria nazionale con delega per il gruppo Ubi Sabrina Brezzo – come sia prioritario continuare ad impegnarci per invertire la rotta ed investire nella effettiva valorizzazione del patrimonio umano».

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