Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Ubi Banca, ecco i cinque tavoli su cui si decide l’offerta Intesa

Consob, Antitrust, Ivass, Bce/Bankitalia. E ora anche il Tribunale. Senza dimenticare, come necessario, il mercato. Si gioca su diversi fronti, lo scontro tra Intesa Sanpaolo e Ubi relativo all’offerta pubblica di acquisto lanciata da Ca’ de Sass sull’ex popolare. Nel dossier sono coinvolte le principali authority e istituzioni economico-finanziarie per quella che rappresenta la principale operazione di fusione degli ultimi 20 anni e che coinvolge la prima e la quarta banca del paese.

L’ultimo versante apertosi in ordine di tempo, e che rischia di inaugurare una guerra legale a dir poco accesa, è quello giudiziario. Martedì il cda di Ubi (assistito da BonelliErede, Linklaters, Credit Suisse e Goldman Sachs) ha deciso di affidarsi ai propri legali per chiedere che il Tribunale si esprima sul fatto che l’Ops di Intesa è divenuta «inefficace”». La tesi di Ubi è che, con lo scoppio della pandemia da Covid-19, si sia verificata la cosiddetta condizione Mac (material adverse clause) e che per questo motivo Intesa si sarebbe dovuta esprimere tempestivamente sulla rinuncia a tale condizione, invece di «riservarsi di confermare se l’offerta è valida oppure no al termine del processo», perché l’offerta «è e deve essere irrevocabile». Il passaggio è di rilievo: l’eventuale avveramento della Mac farebbe decadere l’Ops (costringendo Intesa eventualmente a presentarne una seconda) e farebbe venir meno la regola della ”passivity rule” in capo a Ubi Banca, ovvero la disposizione di legge che impedisce alla società target di attuare operazioni straordinarie per frenare offerte non gradite e scalate ostili. Intesa, da parte sua, ha ribadito più volte la ferma volontà di portare a termine l’Ops, offerta che anzi proprio nel contesto generato dall’epidemia da Covid-19 assume «maggiore valenza strategica», come ribadito dalla banca. Secondo fonti vicine al gruppo guidato da Carlo Messina, inoltre, non appare coerente affermare da una parte che gli effetti della pandemia siano tali da invalidare l’Ops e che invece siano ininfluenti sulle prospettive industriali di Ubi. E quindi, proseguono le fonti, se l’impatto da Covid-19 c’è, allora deve esserci anche per Ubi e come tale dovrebbe essere comunicato.

Ma la battaglia legale avviata da Ubi, che si aggiunge a quella gemella aperta in Consob, ha soprattutto un effetto “secondario” di non poco conto: perché può essere un ulteriore ostacolo a un processo che, almeno nelle intenzioni di Intesa, doveva essere spedito. L’avvio del procedimento legale potrebbe infatti rallentare ulteriormente l’Ops che doveva in teoria arrivare sul mercato a fine giugno. E che ora, complice anche l’istruttoria dell’Antitrust, rischia di slittare quanto meno a settembre. Peraltro al momento restano ancora da capire i dettagli del ricorso legale della banca guidata da Victor Massiah e il foro competente, sia esso il Tribunale di Milano (sede dell’emittente), o Bergamo o Brescia, sedi di Ubi. Realistico che Intesa, assistita dai legali di Pedersoli, stia ragionando già sulle contromosse, in una battaglia che non è escluso possa riservare nuove sorprese.

Il piano giudiziario si interseca poi con altri due livelli su cui si muove il dossier. A partire da quello dell’Antitrust, authority che è chiamata a valutare eventuali effetti di concentrazione derivanti dalla fusione. Ieri, come riportato dall’Ansa, nell’ambito dell’istruttoria sono state sentite la stessa Ubi e Cattolica Assicurazioni, azionista di Ubi nonché suo partner assicurativo, dopo che il giorno precedente erano state ascoltate Bper (partner di Intesa nell’operazione sugli sportelli Ubi) e la Fondazione Banca Monte di Lombardia, azionista di Ubi, mentre la settimana scorsa era stata ascoltata Intesa. Venerdì sarà invece il turno di UniCredit che, a sorpresa, ha chiesto di prendere parte al procedimento. Nella seconda metà di giugno è prevista l’audizione finale, e nell’occasione tutti gli attori coinvolti saranno ascoltati insieme dall’Autorità guidata da Roberto Rustichelli. A quel punto, l’Antitrust chiederà un parere non vincolante all’Ivass, che avrà 30 giorni per rispondere. Solo a valle di questo passaggio, e quindi per fine luglio, arriverà la decisione finale dell’Antitrust, che dirà se l’operazione si può o non può fare o se servono eventuali correttivi.

Su un binario parallelo, e indipendente, si muove invece la Consob. La bozza di documento di offerta, depositata da Intesa a inizio marzo, è in fase di istruttoria e arriverà a completamento una volta che saranno giunte le autorizzazioni della autorità prudenziali, ovvero Bce, Bankitalia e Ivass. Realistico che la vicenda del ricorso in Tribunale da parte di Ubi impatti sulle riflessioni Consob ma solo nella misura in cui si chiederà che le informazioni relative al contenzioso siano compiutamente evidenziate nel prospetto, così che gli investitori possano fare scelte consapevoli.

L’ultima parola comunque spetterà al mercato. E anche su questo versante lo scontro tra le parti è evidente. In caso di esito positivo dell’azione giudiziaria, gli analisti di Banca Akros si attendono che il prezzo del titolo Ubi scenda di «oltre il 20%». Equita Sim, che nel deal è advisor di Intesa, sottolinea come dall’annuncio dell’offerta, grazie al premio implicito nel concambio, Ubi ha «sovraperformato i peers del 25%-30% e tratta ora con un premio del 25%-128%»: per questo è molto «improbabile che si presentino opzioni strategiche più vantaggiose per gli azionisti di Ubi». La divergenza tra le parti in campo è anche nella lettura dell’andamento dei titoli. Fonti finanziarie vicine al dossier riportate ieri dall’Ansa rilevavano come il prezzo di Intesa incorpori «attualmente l’ipotesi di successo dell’operazione nel suo complesso». Una lettura a cui hanno replicato subito all’agenzia altre fonti finanziarie, secondo cui non è il titolo di Intesa che «incorpora l’ipotesi di successo dell’Ops lanciata su Ubi» bensì il contrario, cioè il «titolo della stessa Ubi che incorpora il premio riconosciuto dall’Ops promossa da Ca de Sass». Dal Tribunale alla Borsa, la battaglia tra Intesa e Ubi è destinata a continuare a lungo.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

BERLINO — Non solo due tedesche, non solo due donne, ma "due europeiste convinte". La conferenza s...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

BRUXELLES — Con la telefonata ad Emmanuel Macron, ieri pomeriggio Charles Michel ha concluso il pr...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il gruppo BancoBpm prova a cedere i crediti del gruppo Statuto. Secondo indiscrezioni, l’i...

Oggi sulla stampa