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Ubi Banca centra i target dell’Eba

Dopo il Banco Popolare, anche Ubi ieri pomeriggio ha incassato il via libera da Palazzo Koch per l’utilizzo dei modelli interni per la misurazione del rischio di credito verso le imprese e dei rischi operativi. L’autorizzazione sarà già valida con i conti al 30 giugno prossimo, e consentirà di migliorare di 85 punti base il proprio Core Tier 1: considerato che al 31 marzo scorso il coefficiente patrimoniale si trovava al 9,01%, con i modelli interni si salirebbe al 9,86%, ampiamente al di sopra di quel 9% richiesto dall’Eba entro la fine di giugno. Per Ubi si tratta di un passo in avanti significativo rispetto ai traguardi fissati dall’autorità europea nell’autunno scorso, un passaggio arrivato in chiusura di seduta ma dato per certo già dalla mattinata: per questo ieri il titolo a Piazza affari ha guadagnato il 9,07% chiudendo a 2,33 euro.
Chiusura ancora più brillante per il Banco Popolare, maglia rosa di borsa con un +18,94%; il titolo dopo dieci giorni è tornato sopra la soglia dell’euro e ha chiuso a 1,03 euro. In questo caso l’autorizzazione di Banca d’Italia era arrivata venerdì sera, quindi i mercati dovevano ancora incassare la novità di segno positivo (il Core Tier 1 pro-forma è salito al 9,4%), ma a corroborare il clima di fiducia intorno al titolo hanno concorso le valutazioni degli analisti, che in gran parte ieri mattina hanno rivisto al rialzo i giudizi sul titolo. In particolare, si fa notare che il beneficio dei 200 punti base ottenuto con la validazione dei modelli interni è stato ben superiore alle attese, per quanto esteso all’intero perimetro del gruppo, e che – proprio grazie alla sua portata – dovrebbe definitivamente evitare il rischio della conversione del bond da un miliardo, che avrebbe diluito l’azionariato; conti alla mano, il Banco Popolare in cinque trimestri ha migliorato di oltre 350 punti base il proprio Core Tier 1 (era al 5,7% a fine 2010), e anche se c’è ancora qualche incertezza residua legata ai bond sovrani in portafoglio, al 30 giugno pare scontato il traguardo del 9% fissato dall’Eba.
Tornando invece a Ubi, il gruppo ieri in una nota ha precisato che i benefici stimati in 85 punti base non tengono ancora conto delle «ulteriori azioni di razionalizzazione delle attività ponderate per il rischio già svolte o in corso di esecuzione a partire da fine marzo 2012 (ad esempio il passaggio di riserve di rivalutazione a patrimonio), che ci si attende porteranno benefici aggiuntivi sui coefficienti patrimoniali calcolati al 30 giugno 2012». Inoltre, l’autorizzazione arrivata ieri rimane al momento circoscritta al perimetro “corporate” delle 9 banche rete e di Centrobanca, perimetro «che rappresenta il 45% circa dei rischi di credito del gruppo», fa sapere sempre la banca, aggiungendo che l’utilizzo dei modelli interni per la determinazione dei rischi non inclusi nell’autorizzazione ricevuta «sarà oggetto di un piano progressivo di implementazione, concordato con l’autorità di vigilanza».
Ieri comunque in Borsa è stata una giornata positiva per tutto il settore. Tra le altre banche, a Piazza affari bene anche i titoli di Intesa Sanpaolo (+2,66%), UniCredit (+1,89) e Monte dei Paschi (+3,46 per cento).

 

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