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Ubi, altro no a Intesa Sp

Anche la Fondazione Banca del Monte di Lombardia, azionista di Ubi con il 3,9% del capitale, ha respinto al mittente l’offerta pubblica di scambio lanciata da Intesa Sanpaolo sull’istituto guidato dall’a.d. Victor Massiah. Il cda dell’ente ha proceduto a un primo esame dell’offerta e «auspica che Intesa Sanpaolo possa riconsiderare la propria iniziativa, anche nell’ottica degli interessi sociali coinvolti».

La fondazione è tra i principali soci di Ubi, alle spalle della Fondazione Cassa di risparmio di Cuneo che ha il 5,9%, e aderisce al Patto Car che aggrega circa il 18% del capitale e aveva già definito «irricevibile» la proposta arrivata dalla Ca’ de Sass. «La Fondazione Banca del Monte di Lombardia ritiene negativa sui suoi interessi economico-finanziari, istituzionali e strategici l’ops lanciata da Intesa Sanpaolo, con il concerto di Unipol e Bper, sulla totalità di Ubi», si legge in una nota ufficiale. «In particolare, e tra l’altro, l’operazione, di fatto tendendo ad assorbire e far estinguere del tutto la banca, al cui sviluppo e al cui successo la Fondazione ha contribuito in modo determinante, può provocare gravissimi effetti socio-economici all’area di Milano-Pavia, sia sul piano della concentrazione bancaria che, come noto, non favorisce il tessuto socio-economico a favore preminente di Intesa (e dei suoi azionisti di riferimento), sia sul piano della tutela dei tanti dipendenti e delle loro famiglie di Ubi che sono concentrati sull’area, come noto territorio storico di riferimento della Fbml, attiva dalla fine del Quattrocento». Si tratta della prima presa di posizione individuale di un azionista dell’istituto di credito. Nei prossimi giorni toccherà ai pattisti bresciani aderenti al Sindacato azionisti di Ubi banca.

Intanto il Car ha aggregato un nuovo investitore di peso. Si tratta di Cattolica assicurazioni, che tramite acquisti sul mercato azionario effettuati nelle ultime due settimane, ha portato la partecipazione in Ubi dallo 0,50 all’1,01%, superando la soglia dell’1% prevista dal patto per la nomina di un membro del comitato. La richiesta è stata approvata all’unanimità da tutti i componenti del Car e il comitato di presidenza ha espresso particolare soddisfazione per la decisione di Cattolica, «anche in funzione dello standing della compagnia e del significativo momento che Ubi sta attraversando». Dopo questa operazione la quota del capitale di Ubi in capo al patto di consultazione salirà al 18,714%.

Cattolica ha in essere accordi di bancassurance con Ubi, che andranno in scadenza a fine 2020. «È stato aperto un tavolo che ha diverse opzioni, con diversi attori», ha riferito recentemente l’a.d di Ubi, Victor Massiah, aggiungendo che è in corso anche «un discorso interno» per il settore.

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