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Ubi, 3 miliardi la domanda per il covered

Ha ricevuto ordini per oltre 3 miliardi di euro tre volte l’offerta da un miliardo del l’emissione di covered bond scadenza 10 anni (ovvero al febbraio 2025) lanciato da Ubi Banca. Da record il prezzo a cui è stato collocato il titolo pari ad uno spread di 30 punti base sul tasso midswap dopo un avvio sui livelli di 40 centesimi e un target intermedio di 35 punti base.
Il collocamento del bond gestito da Banca Imi, Barclays, Deutsche Bank, Ing, Lbbw, Mediobanca e Natixis, ha una cedola dell’1,25% e un rendimento dell’1,35% pari a 200 punti base sotto il covered collocato da Ubi lo scorso febbraio con la stessa scadenza e soprattutto 100 punti base sotto il BTp a 10 anni che ieri ha chiuso a 2,38%.Livelli record che portano indietro le lancette a prima della crisi del 2007, un mercato drogato dalla presenza delle banche centrali che acquistano titoli per conto della Bce, circa il 30% dell’emissione. L’anomalia sta anche nel fatto che il bond Ubi, ma in generale tutti i covered collocati in questo periodo, è stato collocato sotto il prezzo del secondario del covered di identica scadenza della banca che ieri quotava a 36 punti base sul tasso midswap.
Il covered bond ha come sottostante mutui prime residenziali italiani e un rating di A2 da Moody’s e A+ da Fitch. L’allocazione ha visto l’Italia fare la parte del leone con il 35% (ma il 30% è in capo alla Banca d’Italia che ha acquistato bond per conto della Bce), seguita da Germania e Austria con il 28%, Francia 16%, UK e Irlanda 6%, Benelux 5%, Svizzera 3%, Asia 3%, Nordici 1% e Spagna 1 per cento. Tra gli investitori, i fund manager hanno dominato come investor class con circa il 51% investito, seguito dalle Banche centrali con il 27%, assicurazioni e fondi pensione con il 12%, banche e private bank con il 10 per cento.
«Il livello di spread pagato è il più basso nella storia del programma di covered bond di Ubi Banca – si legge in un comunicato – la cui prima emissione è stata effettuata nel 2009, e si avvicina sensibilmente al livello pagato dalle maggiori banche del centro Europa, favorendo in tal modo il graduale avvicinamento delle condizioni di finanziamento nei diversi paesi dell’area euro».
La ricerca di covered bond sta favorendo un effetto scarsità su questa asset class portando i rendimenti ai minimi storici, ma soprattutto non avendo le banche il sottostante per strutturare i titoli: i mutui residenziali e commerciali, rappresentando la materia prima dei covered, devono avere caratteristiche di alta qualità ovvero con un loan-to-value massimo dell’80% per i residenziali e del 60% per quelli commerciali, materia prima che per sua natura è esauribile.

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