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Tv, compromesso lontano Mediaset tiene fuori Vivendi e spera in un’intesa europea

Assemblea chiusa per il trust Simon, che custodisce un 19% dei francesi Confermata la linea dura. Berlusconi: “Noi decisivi in una nuova alleanza”
Milano
Porte chiuse a Cologno. Nonostante l’esito dell’assemblea fosse già deciso, Mediaset non ammette a partecipare il blind trust Simon che gestisce quel 19% di azioni del Biscione comprate da Vivendi a fine 2016, in barba al Testo unico della Radiotelevisione ( Tusmar) sulla concentrazione della pubblicità. Far entrare il fondo Simon, e ammetterlo a votare, non avrebbe spostato di una virgola né il rinnovo del cda, né l’approvazione di tutti i punti all’ordine del giorno, ma lasciarlo fuori permette a Mediaset di mandare diversi segnali, sia a Parigi sia al mercato. I legali di Cologno da tempo sostengono che Vivendi non poteva comprare oltre il 10% di Mediaset senza violare il Tusmar, e che non poteva rilevare oltre il 3,5% senza rompere l’accordo firmato nel marzo 2016, per l’acquisto di Mediaset Premium. E così secondo gli avvocati della famiglia Berlusconi, far entrare il fondo che amministra due terzi delle azioni dei francesi, equivaleva a riconoscere che il rastrellamento di Vivendi era di fatto legittimo. Negare l’ingresso di un socio in assemblea significa anche ribadire al suo mandante, Vivendi, che Mediaset non è pronta a fare sconti. Un messaggio che vale anche per tutti gli altri investitori. Dal canto suo il gruppo controllato da Vincent Bolloré non solo non si è presentato, ma resta convinto che prima di ottobre – quando è fissata l’udienza presso il tribunale di Milano – le due aziende troveranno una soluzione amichevole. Nel frattempo Mediaset è andata avanti da sola, stringendo accordi con Sky per la sua pay tv, e con la Telecom ( di cui Vivendi ha il 23,9%) per i suoi contenuti free. Secondo fonti vicine al gruppo del Biscione, l’unico accordo che si può trovare con Vivendi è quello sul numero di milioni del risarcimento. Mediaset e Fininvest insieme hanno chiesto ben 3 miliardi di danni. Non a caso ieri l’ad Pier Silvio Berlusconi è tornato a parlare di «un’alleanza europea» in cui il gruppo di Cologno avrebbe un ruolo « decisivo » , e che di fatto strizza l’occhio alla francese Tf1 e alla tedesca ProSieben, con cui in passato ci sono stati diversi contatti, ma che finora non si sono tradotti in nulla di concreto. Bolloré, che invece ha già investito tutta la cassa di Vivendi su Havas, preferirebbe trovare un accordo di natura industriale con Mediaset, piuttosto che dover sborsare milioni di risarcimento a fondo perduto.
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