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«Tutto il possibile per spingere la crescita»

Lo ha ripetuto tre volte, rileggendo la frase del comunicato che confermava l’unanimità del Consiglio direttivo nella scelta di espandere il bilancio dell’Eurotower fino ai livelli di inizio 2012, cioè di 1.000 miliardi. Mario Draghi, presidente della Bce, ha così dissolto i timori per una spaccatura all’interno dell’Eurotower sulle strategie da seguire per affrontare il peggioramento del quadro congiunturale. «È piuttosto normale avere opinioni differenti» ha aggiunto, negando che tale diversità di punti di vista potesse identificare due schieramenti opposti dei Paesi del Nord e del Sud. «Semmai è trasversale», ha aggiunto prima di annunciare che l’unanimità c’è stata anche nella decisione di dare «mandato allo staff della Bce e ai rilevanti comitati dell’Eurosistema di preparare tempestivamente nuove misure, se necessario». 
Non è ancora l’apertura al Quantitative easing, cioè all’acquisto massiccio di titoli privati e soprattutto pubblici per stimolare l’economia, sul modello di quanto fatto dalla Federal Reserve Usa e dalla Banca del Giappone, ma è un passo avanti, una «frase nuova» del comunicato, come ha detto Draghi nel corso della conferenza stampa, al termine della riunione del Consiglio direttivo, che si è svolta per l’ultima volta all’Eurotower, la sede storica della Bce che a dicembre si sposterà nella Grossmarkthalle, area dei vecchi mercati generali di Francoforte.
Ed è una «frase nuova», che ha dato una spinta ai mercati, da una parte facendo salire i listini e dall’altra riducendo gli spread. Ieri il differenziale tra i Btp decennali e Bund tedeschi di uguale durata si è ristretto a 155 punti da 161 con il tasso dei titoli italiani al 2,37%. Le Borse europee, dopo il primo rialzo alle parole di Draghi, hanno frenato riducendo in chiusura i guadagni, con Piazza Affari che invece ha virato perdendo lo 0,73%. E ciò anche perché ieri Draghi ha sì schiarito l’orizzonte della Bce, dissipando i timori di un contrasto con alcuni governatori — Jen Weidmann, capo della Bundesbank in testa — ma ha anche disegnato un quadro più severo delle prospettive dell’economia dell’eurozona. «Si è assistito a un indebolimento della crescita e ci sono segnali che indicano una revisione al ribasso delle previsioni mentre l’inflazione, ora stabile, tornerà a crescere nel 2015 e 2016», ha detto aggiungendo che sulla crescita pesano «l’alta disoccupazione e anche rischi geopolitici» che frenano la fiducia. «Sappiamo che vi sono rischi di un peggioramento dell’economia e che dobbiamo essere pronti» ha detto ancora il banchiere centrale italiano sollecitando una volta di più i governi a realizzare le riforme e a non vanificare gli sforzi fatti sul riequilibrio dei bilanci.
Ed ecco le misure della Bce, che hanno rappresentato il terreno della discussione, e che porteranno il bilancio della Bce allo stesso livello del «marzo 2012», cioè lo faranno aumentare di circa 1.000 miliardi di euro. Una liquidità che verrà immessa nel sistema per riattivare l’economia. Non c’è però nulla di nuovo sulle misure se non i numeri. Draghi ha ribadito la prosecuzione dei programmi di Tltro, cioè di prestiti alle banche finalizzati ai finanziamenti a famiglie e imprese (la seconda asta ci sarà l’11 dicembre), nonché di quelli di acquisto di covered bond , cioè di obbligazioni bancarie garantite, già iniziato e di acquisto di Abs (titoli cartolarizzati) che inizieranno a breve, dureranno due anni e avranno un «rischio minimo».

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