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Tutto il bilancio parla digitale La nota integrativa lascia il pdf

Tutto il bilancio in Xbrl, e già a partire dal 2015. Xbrl Italia ha, infatti, rilasciato, la scorsa settimana, la versione finale della nuova tassonomia capace di codificare sia i prospetti contabili sia la nota integrativa del bilancio, in forma ordinaria e abbreviata, redatto secondo le disposizioni civilistiche. La novità impatterà, fin dalla prossima campagna bilanci, su più di un milione di società di capitali ossia, nella sostanza, sugli obbligati al deposito presso il Registro delle imprese che non impiegano i principi contabili internazionali.

Il nuovo tracciato informatico, frutto di un lavoro pluriennale consolidato attraverso due campagne di sperimentazione, rappresenta una significativa novità per la comunicazione economico-finanziaria nazionale: la nota integrativa, prospetto complesso e ricco d’informazioni indispensabili per comprendere appieno la performance aziendale, abbandona il canonico Pdf/A in favore di un formato non solo elaborabile ma pure integrato con gli schemi quantitativi. Miglioreranno, di conseguenza, le modalità di utilizzo e di redazione dei conti annuali.

I vantaggi della nuova tassonomia. Gli utilizzatori potranno godere, attraverso il sistema delle Camere di commercio o i provider d’informazioni aziendali, di un aumento esponenziale dei dati economico-finanziari a loro disposizione: buona parte delle informazioni richieste dall’art. 2427 c.c. viene resa, infatti, attraverso tabelle standardizzate in grado di permettere una loro immediata elaborazione, tanto a livello di singola impresa quanto, grazie alle banche dati citate, a livello sistemico. L’integrazione fra i tre documenti che compongono il rendiconto consentirà, inoltre, di ridurre gli errori e massimizzare la qualità dei dati veicolati garantendone, grazie ai legami logici e al sistema di controlli insiti nella tassonomia, la coerenza matematica e ragionieristica. Un vero salto di qualità anche per i regulators, i policy makers e le pubbliche amministrazioni in generale, che potranno analizzare con maggiore tempestività e accuratezza la dinamica di buona parte dell’economia italiana.

La novità impatta anche sui redattori. Oggi la struttura e il contenuto della nota integrativa deriva dall’interpretazione, nella responsabilità degli amministratori, delle indicazioni dell’art. 2427 c.c. L’ampia libertà, in evidente contrasto con la rigidità degli schemi quantitativi di stato patrimoniale e conto economico, permetteva sì di cucire su misura l’informazione, ma era pure causa di errori e dimenticanze legate anche a una non adeguata conoscenza di norme e principi contabili in continuo aggiornamento. La nuova tassonomia fornirà ai redattori un modello di riferimento, certo con minori margini di personalizzazione ma con significativi vantaggi: la sicurezza, in primo luogo, del pieno rispetto delle disposizioni civilistiche; maggiore velocità nella redazione, grazie anche all’autocompilazione delle tabelle con valori derivabili dagli schemi quantitativi; le garanzie offerte, infine, dai sistemi di controllo e validazione dei software di compilazione e, nel momento del deposito al Registro delle imprese, dei server InfoCamere.

Consolidato, principi contabili e doppio deposito. La tassonomia pubblicata prende in considerazione il solo bilancio d’esercizio, limitatamente alle informazioni esplicitamente richieste dal Codice civile. Ciò significa che il deposito del consolidato redatto secondo il dlgs 127/91 continuerà a seguire, almeno per la prossima campagna bilanci, il vecchio vocabolario che comporta l’impiego di Xbrl per gli schemi quantitativi e impone il Pdf/A per la nota integrativa. I redattori dei conti individuali che volessero conformarsi ai principi contabili nazionali dovranno offrire le ulteriori informazioni da questi richieste, in attesa di una futura estensione del vocabolario a ciò dedicata, nei campi testuali presenti nel nuovo tracciato oppure dovranno gestire il cosiddetto doppio deposito. Al file Xbrl si può infatti sempre affiancare il Pdf/A dell’intero bilancio d’esercizio, attribuendo così a quest’ultimo valore legale, qualora la particolare situazione aziendale non possa essere resa, nel rispetto dei principi di verità e chiarezza di cui al secondo comma dell’art. 2423 c.c., attraverso la nuova tassonomia.

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