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Tutti uguali di fronte all’Inail

Tutti uguali di fronte all’Inail, ci sono volute 3 edizioni, ma alla fine questo risultato è stato raggiunto. Chi vorrà partecipare al bando Inail Isi 2013 (incentivi per la salute e la sicurezza nel lavoro) il cui click day si terrà domani 29 maggio sarà obbligato a rinunciare ai software per l’invio automatico delle domande. Tutti i partecipanti dovranno quindi inviare la domanda facendo esclusivo affidamento sulle proprie abilità nell’utilizzo di mouse e tastiera. La denuncia effettuata da ItaliaOggi (vedi ItaliaOggi del 23/11/2012) ha avuto successo. Con un messaggio sul proprio sito internet, riportato di seguito, l’Inail mette la parola fine ad una situazione che era ormai paradossale e oggetto di ricorsi da parte delle aziende. Sul sito www.inail.it, alla pagina dedicata al bando Isi 2013, è comparso il seguente testo: Si ricorda all’utenza che è vietato utilizzare strumenti automatici di invio (es. robot). Il loro utilizzo determina il rilascio da parte del sistema del seguente messaggio di errore: «Non è consentito utilizzare strumenti automatici di invio. La richiesta pervenuta non è valida».

Questo messaggio fa seguito al divieto esplicito già apparso sulle regole tecniche che l’Inail aveva pubblicato lo scorso 22 maggio e che prevedono quanto segue: Si rappresenta che [_] non è consentito utilizzare strumenti automatici di invio. Un altro importante messaggio dell’Inail riguarda l’orario di riferimento, un dato importante considerato che l’invio è possibile a partire dalle 16 in punto. L’Inail fa sapere che «L’orario di riferimento è quello fornito dai «Satelliti Civili», standard di riferimento legale e tecnologico. La sede Inail di riferimento per il click day è dotata di una antenna Gps per ricevere l’orario certo alla massima precisione possibile con gli standard tecnologici attuali».

La fine di un paradosso. Le imprese ligie alle regole, seguendo quella che fino a poco tempo fa era solo una raccomandazione, non avevano usato software di invio automatico nelle precedenti edizioni. Questo aveva comportato che tali imprese venivano sistematicamente scavalcate da quelle che lo utilizzavano. A seguito della precedente edizione del bando, diverse imprese hanno presentato ricorso contro l’Inail, evidenziando fra l’altro che alcune imprese contravvenivano alla raccomandazione. L’effetto era evidente: alcune imprese inviavano la domanda in appena un secondo, mentre le altre andavano tutte dai 2,5 secondi in su, impiegando un tempo più che doppio quindi. Considerando che l’assegnazione delle risorse avviene seguendo lo stretto ordine cronologico, ne derivava che le imprese che utilizzavano sistemi automatici di inoltro della domanda avevano il 100% di probabilità di ottenere i fondi mentre chi si atteneva alle raccomandazioni dell’Inail vedeva oltremodo ridotte le proprie possibilità. I ricorsi sono ancora pendenti al Tar, ma bisogna dare all’istituto che, grazie a questo divieto, evita di esporsi a futuri contenziosi e porta tutte le imprese partecipanti in una situazione di parità. Fra l’altro rimane valida l’indicazione con cui l’Inail ricorda che «qualsiasi azione atta a violare i sistemi informatici, nonché a interrompere il servizio, costituisce illecito penalmente perseguibile».

Oltre 307 milioni di euro per le imprese che migliorano la sicurezza. È opportuno ricordare che Inail, anche quest’anno, ha messo a bando risorse per oltre 307 milioni di euro. Questi sono utilizzati per concedere un contributo a fondo perduto del 65% fino a 130 mila euro alle imprese che effettuano investimenti per migliorare la sicurezza sul luogo di lavoro a beneficio dei propri lavoratori. Sono quasi 29 mila le aziende che hanno un progetto inserito nel sistema telematico dell’Inail e che sono quindi interessate al click day. Tali progetti generano una richiesta di fondi per 1,7 miliardi, pertanto le risorse sono sufficienti a soddisfare all’incirca una domanda su cinque. Le aziende non sapranno subito l’esito della richiesta ma dovranno attendere alcuni giorni per la pubblicazione degli elenchi cronologici sul sito dell’Inail.

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