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Tutti sono pronti a mordere la Mela Amazon, tavoletta low cost

di Maria Teresa Cometto

Il nuovo re dell'hi-tech dopo Steve Jobs? È più giovane di lui, 47 anni contro 55, non vive nella Silicon Valley e non produce telefonini o tablet con il suo marchio. Per ora.
È Jeff Bezos e da lui tutti si aspettano a breve il lancio del primo tablet capace davvero di far concorrenza all'iPad di Apple: secondo indiscrezioni di mercato sarebbe un'evoluzione a colori del Kindle, il lettore digitale di Amazon.com, basata sul sistema operativo Android di Google, molto semplice e maneggevole (solo 7 pollici); soprattutto costerebbe poco, al massimo 250 dollari, la metà dell'iPad. Il debutto potrebbe avvenire già entro quest'anno, in tempo per Natale: gli analisti di Forrester research stimano che potrebbero esserne venduti 5 milioni nell'ultimo trimestre 2011.
Top secret
Ufficialmente dal quartier generale di Bezos a Seattle, Washington, non esce alcuna conferma di queste voci. Ma diversi indizi alimentano le scommesse sul suo tablet.
L'ultimo segnale è la trasformazione del sito di Amazon.com iniziata negli ultimi giorni e pensata, secondo gli esperti, per chi usa un tablet. Il nuovo look — che al momento appare solo a una piccola parte dei clienti — è più pulito, meno affollato di offerte ed enfatizza quelle di prodotti digitali come gli eBook, la musica, i video e il software scaricabili online. Amazon.com vuole insomma diventare il numero uno non solo nelle vendite online di prodotti fisici — primato già detenuto con un fatturato annuo di 34 miliardi di dollari nel 2010 — ma anche in quelle dei beni virtuali, dove finora il leader è Apple con il suo App store.
Bezos è all'attacco di questa leadership: lo scorso marzo ha lanciato l'Appstore di Amazon, beccandosi subito la querela di Jobs per aver «copiato» il marchio. E ha anticipato l'iCould di Apple con il suo Cloud drive: un servizio che permette ai clienti di immagazzinare nella «nuvola» (megacomputer centralizzati e condivisi fra diversi utenti) tutti i possibili contenuti — musica, video, giornali o libri comprati online, ma anche documenti e foto propri — e poi usarli dove e come vogliono, sul personal computer, il telefonino intelligente, il tablet o qualsiasi altro apparecchio collegato a Internet. Un esempio delle potenzialità del Cloud drive e di quanto può diventare feroce la guerra di Amazon contro Apple è stata la sua offerta speciale, lo scorso 23 maggio, del nuovo album di Lady Gaga Born This Way per soli 99 centesimi di dollaro contro gli 11,99 dollari chiesti dall'iTunes: la domanda del pubblico è stata tale da mandare in tilt il pur potente sistema di Amazon, che per scusarsi ha ripetuto l'offerta il 26.
La prossima rivoluzione
Un altro attacco al dominio dell'App store di Apple è il nuovo Kindle Cloud Reader: una applicazione basata su Internet che permette di comprare e leggere i libri sull'iPad e sul Mac usando il browser Safari senza passare dal negozio online su cui Apple trattiene il 30% di tutti i ricavi.
E poi c'è l'espansione della presenza di Bezos nel cuore della stessa Silicon Valley. A Cupertino, a due passi dal campus di Apple, opera da qualche anno lab126, il laboratorio di ricerca che disegna l'hardware di Kindle. A maggio si è sparsa la notizia che lab126 stava cercando uffici molto più grandi e stava reclutando ingegneri esperti del sistema Android. Il mese scorso lab126 ha fatto domanda per registrare un proprio logo. E ora mostra online l'evoluzione dei Kindle dal primo modello all'attuale, finendo con un'immagine misteriosa intitolata «la prossima rivoluzione». Una conferma, per i blogger della Valle, dell'imminente debutto del Kindle-tablet.
Se questa aspettativa di materializzerà, cambierà completamente il mercato. «La volontà di Amazon di vendere hardware sottocosto combinata con la forza del suo brand, i suoi contenuti, l'infrastruttura della sua «nuvola» e il suo patrimonio commerciale ne fanno l'unico credibile concorrente dell'iPad», ha commentato Sarah Rotman Epps, analista di Forrester.
L'aggressività di Bezos — uno dei pochi visionari dell'hi-tech ancora alla guida della propria azienda e sopravvissuto alla Bolla delle dot.com — paga anche a Wall Street. Le quotazioni di Amazon.com sono cresciute più di quelle di Apple dal settembre 2008, il 173% contro il 140%; e negli ultimi 12 mesi sono salite del 60% contro il 50% del rivale.

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