Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Tutti sono per il proporzionale

Da qualche giorno girava la notizia del passaggio di Matteo Salvini dalla causa maggioritaria al sostegno di una legge elettorale proporzionale. Matteo Renzi era stato esplicito: conviene al Capitano sostenere la proporzionale, ricevendo in cambio lo scioglimento delle Camere, immediatamente successivo. Poi, qualche retroscenista aveva anticipato quanto senza remore ha ieri dichiarato Salvini.

Il capo del Carroccio ovviamente parte dal referendum abrogativo della quota proporzionale esistente nell’attuale legge Rosato, limitandosi a trattare dell’ovvio: si resta in attesa della decisione della Corte costituzionale. Salvini è conscio delle difficoltà che si frappongono. Sia la complessità del quesito, chiaramente manipolativo (come altre volte, del resto), sia l’assenza di un’immediata applicazione della legge risultante (che alcuni costituzionalisti, però, negano), potrebbero motivare i giudici di palazzo della Consulta a esprimersi negativamente. Come succede, non mancherebbero argomenti pro e contro, la cui valutazione globale finirebbe col dipendere essenzialmente dal sentire politico della maggioranza fra i giudici.

Chiusa, e un po’ sminuita, la faccenda referendaria, Salvini è chiaro: «Non abbiamo problemi». Ripete il suo consolidato auspicio: «Un sistema in cui la sera del voto si capisce chi governerà». Se non altro, evita l’assurda affermazione «si sa chi governerà», perché un metodo elettorale che fornisca una garanzia di maggioranza in Italia è impossibile. All’esplicita domanda sull’accettazione di un sistema proporzionale, risponde all’inizio in maniera sfuggente: «Può anche essere». Però non è più un no, com’era quando lanciò il referendum contro il proporzionale. Le condizioni sono perfino scontate e ragionevoli: «Adeguati sbarramenti, collegi adeguatamente disegnati». Infine, a suggello: «Di certo la Lega non fermerà tutto per otto mesi a dire no al proporzionale».

Se ne ricava un via libera alla decisione finora emersa dai partiti di governo, che dovranno trovare un’intesa su sbarramenti e collegi, come esattamente sostiene il Carroccio. A questo punto il percorso parlamentare della riforma (il testo della maggioranza dovrebbe essere depositato prima di Natale) sarà meno ostico del previsto. Silvio Berlusconi darà volentieri il proprio sostegno a una legge proporzionale. Soltanto Giorgia Meloni conferma ancora la predilezione per un premio di maggioranza. Dietro queste posizioni disomogenee nel centro-destra stanno inconfessate riserve per il dopo elezioni.

Salvini tiene d’occhio Luigi Di Maio, non negandosi a priori un possibile ritorno all’intesa col M5s uscito dall’orbita del Pd. Il Cav pensa che i propri ormai limitati consensi sarebbero marginalmente esaltati da una futura maggioranza, non necessariamente guidata dalla Lega. Ciascuno si esprime seguendo il proprio interesse e tenendosi i propri retropensieri, com’è normale. Così, tanto nella maggioranza quanto fra le opposizioni si procede in una direzione genericamente proporzionalista.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Sono sessantasei i fascicoli di polizze infortuni in favore dei dirigenti di cui si sono perse le tr...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«Questo shock senza precedenti potrebbe causare qualche vittima tra le banche». Un Ignazio Visco i...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«Non sarà possibile avere il Recovery Fund in funzione dal primo gennaio 2021 e anche il Bilancio ...

Oggi sulla stampa