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Tutti pazzi per il giudice di pace

di Antonio Ciccia 

Giudice di pace superstar. Nel 2008 i procedimenti civili presso gli uffici del giudice di pace rappresentavano il 40% del totale dei procedimenti di primo grado. D'altra parte il legislatore non perde occasione per ampliare progressivamente le competenze con l'obiettivo di ridurre il carico di lavoro dei giudici togati. Esaminando il periodo 2001-2008, le cause svolte davanti al giudice onorario sono aumentate del 50%. L'incremento è in gran parte dovuto al numero crescente dei ricorsi contro le multe del codice della strada e le sanzioni amministrative in genere. Anche se il trend ha giá invertito la tendenza, con un decremento medio del 52% (in alcune sedi la riduzione è ancora piú drastica) e ancora di piú potrá frenare, visto che anche su questi ricorsi è stato imposto il balzello del contributo unificato. Queste le conclusioni della ricerca di banca d'Italia dedicata a «La litigiosità presso giudici di pace: fisiologia e casi anomali», diffusa ieri. L'analisi mette in evidenza, tuttavia, che la litigiosità civile è rimasta sostanzialmente e che l'incremento dei ricorsi in opposizione alle sanzioni amministrative sia una reazione all'aumento dell'ammontare di multe comminate. Per citare le specificità territoriali e situazioni anomale la ricerca rileva che nel 2008, nelle province di Caserta e Napoli il numero di ricorsi contro le sanzioni amministrative era pari rispettivamente a 94 e 42 per mille residenti; nel 90% delle province italiane tale tasso era inferiore a 23 (ricorsi per mille residenti).

Peraltro l'avvenuta introduzione del contributo di 30 euro sembrerebbe avere limitato il fenomeno comportando una generalizzata riduzione dei ricorsi, più accentuata in alcune delle sedi a più elevata litigiosità.

La ricerca misura la diminuzione delle opposizioni confrontando i ricorsi del primo semestre del 2010 con quelli dello stesso periodo dell'anno precedente si assiste infatti a una riduzione generalizzata, in media del 52%; drastiche diminuzioni si registrano proprio nelle sedi dove la situazione presentava maggiori criticità: per esempio, in tre sedi della provincia di Caserta, il capoluogo, Capua e Teano, il numero dei ricorsi è passato rispettivamente da 11.658 a 1.680, da 12.474 a 647, e da 8.458 a 286.

Passando alla illustrazione delle patologie la ricerca calcola che i ricorsi per risarcimento del danno prodotto da circolazione si caratterizzano per le forti differenze territoriali e per la presenza di situazioni patologiche come nel caso delle province di Napoli e Caserta. In sostanza la ricerca constata che alcuni luoghi comuni hanno un loro fondamento: la frequenza delle cause di risarcimento è correlata negativamente con il numero di incidenti e con il grado di sviluppo economico; positivamente con il tasso di criminalità e il numero di avvocati.

Peraltro con riferimento alla numerosità degli avvocati, la ricerca considera anche che non è possibile attribuire un nesso causale univoco tra questa variabile e la litigiosità: in effetti l'associazione tra le due variabili può discendere sia dal fatto che gli avvocati sono più numerosi laddove è maggiore la domanda per i propri servizi, sia dal fatto che la numerosità degli avvocati può determinare incentivi a stimolare la domanda inducendo i clienti a ricorrere al sistema giudiziario anche quando non è nel loro interesse. Nelle conclusioni la ricerca così si esprime: sembra essere confermata «l'evidenza aneddotica secondo cui in questo tipo di litigiosità trovano spazio comportamenti di tipo opportunistico». Lo stesso vale per le cosiddette cause seriali: per questo tipi di liti si registrano, in alcune sedi, variazioni annuali anche di molto superiori al 100%. Si tratta in particolare delle liti contro le imprese operanti nei settori delle public utilities esperite parte della clientela per presunte violazioni di clausole contrattuali. Seguendo un'analisi territoriale nel 2008 le regioni con i tassi più elevati erano quelle della Campania e della Calabria, Il confronto con il 2001 evidenzia una crescita del numero di ricorsi rispettivamente di 27 e 33 per mille residenti, che risulta più elevata rispetto a quella osservata nelle restanti regioni. A livello provinciale nel 2008 Caserta e Napoli occupavano le prime due posizioni nella classifica delle province più litigiose con valori dei tassi pari rispettivamente a 5 e 3 volte quello medio (129 e 87 ricorsi per mille residenti).

Tra le province del Nord, Trieste con 41 ricorsi ogni mille residenti era la provincia più litigiosa; mentre Belluno, Lecco e Trento erano le province con i tassi di litigiosità meno elevati. Seppur in ordine inverso, anche nel 2001 Trieste, Napoli e Caserta (rispettivamente 109, 73 e 42 ricorsi per mille residenti) presentavano i tassi più elevati. La maggiore concentrazione della litigiosità nelle regioni del meridione riguarda soprattutto le cause per risarcimento dei danni prodotti da circolazione.

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