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Tutti in lite davanti al giudice di pace

di Lionello Mancini

Sono i magistrati più vicini al cittadino, sia perché dislocati in 846 sedi sparse in ogni angolo del Paese, sia perché dediti alle piccole controversie civili e penali, che ogni giorno riguardano ciascuno di noi. Sono i giudici di pace (Gdp), gli omologhi dei francesi juge de proximité, un drappello di quasi 5mila magistrati onorari temporanei, istituiti 20 anni fa per decongestionare le aule di tribunale. Rileva la Banca d'Italia, nel suo primo studio sulla «Litigiosità presso i Giudici di pace» (basato sulle statistiche 2001-08 della Giustizia), che su 100 procedimenti civili sopravvenuti nel 2008, ben 40 sono finiti sul tavolo di un Gdp, con un aumento del 50% nel periodo considerato. E il Parlamento continua ad allargare le loro competenze.

Una rete per filtrare l'accumulo di arretrati negli uffici giudiziari ordinari, che però soffre di gravi smagliature: la distribuzione ormai obsoleta delle sedi, il paradosso della retribuzione "a cottimo" (un tot per udienza e per sentenza) con inevitabili «ricadute dei meccanismi sulla domanda di giustizia», le voragini nelle piante organiche (su 4.690 ne mancano 2.217), oltre all'«esistenza di comportamenti opportunistici» di fasce di utenti. Su tutto aleggia l'uso smodato del giudice, una peculiarità del nostro Paese, solo in parte mitigata nel 2010 dall'introduzione di minime contribuzioni (30 euro) per accedere al giudizio. Annota lo studio che gli effetti del filtro pecuniario hanno dimezzato i ricorsi, fino ai crolli clamorosi: «Rispetto a un anno prima, nel primo semestre 2010, il numero dei ricorsi negli uffici di Caserta, Capua e Teano è passato rispettivamente da 11.658 a 1.680, da 12.474 a 647 e da 8.458 a 286».

Sul versante della domanda, i ricercatori di via Nazionale osservano che mentre i ricorsi in materia civile sono rimasti più o meno costanti, negli 8 anni analizzati si è «avuto un considerevole incremento di quelli di opposizione alle sanzioni amministrative (Osa)», che va a sua volta di pari passo «con il contemporaneo aumento delle multe comminate». La litigiosità più forte è registrata nelle regioni del Centro-sud, con punte di autentica anomalia come quello delle province di Napoli e Caserta, dove nel 2008 sono stati iscritti il 47% di tutti i ricorsi dell'anno, con un tasso rispettivo del 34 e 20 per mille residenti, mentre nel 90% delle altre province il tasso è inferiore al 5 per mille. Un dato che lo studio mette in relazione con le particolari condizioni socio economiche in cui versano i cittadini di quelle aree.

Oltre all'opposizione sistematica a ogni tipo di contravvenzione, un altro versante "caldo" è quello del risarcimento danni da circolazione (Rdc), curiosamente una variabile che risulta indipendente dal numero degli incidenti (sia quelli "certi", con lesioni a persone, in cui è intervenuta la polizia; sia quelli solo denunciati all'assicurazione senza altre verifiche). Mentre gli incidenti sono più frequenti al Centro-nord, i ricorsi Rdc sono più diffusi al Sud (Sardegna esclusa). Che la maggior litigiosità nasconda qualche patologia, osservano i ricercatori, lo dimostrano anche le statistiche sulle frodi fornite dall'Ania, secondo cui a Napoli e Caserta su 100 incidenti denunciati, 10-12 risultano fasulli.

Per quanto riguarda l'altro contenzioso (Ac), anche in questo caso «nel 2008 le regioni a maggiore diffusione risultavano Calabria e Campania; la provincia con il tasso di gran lunga più elevato era Catanzaro (43 per mille), seguita da Salerno e Benevento (16 per mille)».

Tra gli aspetti considerati in questa prima analisi sull'abnorme domanda di giustizia minima, ci sono anche l'influsso del cosiddetto capitale sociale (ovvero «il grado di fiducia a l'attitudine alla cooperazione che caratterizzano una comunità») e del numero di avvocati (per i possibili effetti di «stimolo della domanda della disponibilità di servizi legali»). Se ne conclude che «l'incremento di un punto percentuale della misura del capitale sociale è associato a una riduzione della litigiosità dal 2 al 5% a seconda del tipo di contenzioso. Al contrario, un aumento dell'1% del rapporto avvocati/popolazione aumenta la litigiosità fino all'1,4%».

 

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