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Tutti gli uomini di Atlante. Ecco chi porta il peso del debito

Nel mondo della finanza e delle gestioni patrimoniali, il nome «Quaestio sgr» è associato indelebilmente a quello del fondatore e presidente Alessandro Penati : 63 anni, professore di finanza, esperienza americana di lungo corso, analista (e polemista) sui principali giornali italiani, dal Corriere della Sera al Sole 24Ore a Repubblica , che ha lasciato pochi giorni fa quando ha preso sulle sue spalle il peso del Fondo Atlante.

Toccherà a lui e alla sua squadra tenere in rotta — e renderlo redditizio — il veicolo salva-banche da 4,25 miliardi messo in piedi in poche settimane dal sistema finanziario (banche, assicurazioni, fondazioni, Cdp) con la benedizione di governo e Banca d’Italia per salvare Popolare di Vicenza e Veneto Banca e poi per contribuire al lavoro (quello sì, titanico) di ridurre la massa di crediti deteriorati delle banche. Proprio la sgr fondata da Penati nel 2009 è stata scelta per amministrare il fondo e orientare le scelte di investimento. Il lavoro è già intenso, visto che in pochi giorni — il fondo è stato istituito il 12 aprile — ha già ottenuto una licenza bancaria e, con 1,5 miliardi di investimento, conquistato il controllo totale (99,3%) di PopVicenza. Ora Atlante-Quaestio dovrà orientare la banca verso un turnaround per il quale lo stesso Penati si è dato 18 mesi di tempo («Se ci riesco, sono Warren Buffett», ha scherzato).

Visioni americanePenati ha dalla sua un curriculum di tutto rispetto e un track record di 14 miliardi di euro in gestione, tra cui le quote della Fondazione Cariplo in Intesa Sanpaolo, che valgono da sole 1,7 miliardi: PhD a Chicago, ha vissuto l’intera carriera tra l’insegnamento alla Cattolica, alla Wharton School, alla Bocconi, a Padova e al Fame di Ginevra e l’attività di economista all’Fmi, all’Ocse, al Tesoro, alla Consob, per poi passare alle gestioni, prima con Epsilon (dal 1998 al 2007) poi con Quaestio. Ma ovviamente non è in barca da solo.

Buona parte della presentazione del fondo Atlante al mercato, il 29 aprile scorso, è stata tenuta da Paolo Petrignani , che è l’amministratore delegato di Quaestio Capital Management sgr, la spa che gestisce gli investimenti dei fondi. Anche Petrignani, 57 anni, viene dalla Wharton School della Pennsylvania ed è stato managing director di Ubs Wealth Management a Milano e prima in Jp Morgan.

Il gruppo — con in testa Quaestio Holding sa, lussemburghese ma residente fiscalmente in Italia, — è una struttura leggera, con appena 36 dipendenti, composto da due società: la sgr italiana e la Quaestio investments sa, che è la management company dei fondi di diritto estero, i quali utilizzano un’innovativa piattaforma multi-comparto multi-manager aperta anche a gestori terzi (sono 35 finora): un sistema lanciato a metà 2014 e che ha portato nel 2015 nuove masse per 1 miliardo di euro.

La sgr italiana gestisce gli investimenti dei fondi esteri e ha anche istituito due fondi di diritto italiano: appunto Atlante — per il quale sarà costituito un comitato degli investitori con funzione di indirizzo, ma non vincolante — e lo European Equity fund. Responsabile dell’area investimenti e delle strategie azionarie di Quaestio sgr è Christian Prinoth : bocconiano, ha lavorato per oltre 15 anni nella gestione prima in Duemme sgr e Bipielle sgr e poi in Epsilon, a fianco di Penati.

Sull’azionario — dunque su PopVicenza e forse, in un prossimo futuro, su Veneto Banca, opera anche il senior portfolio manager di Quaestio, Alessandro Potestà , già capo degli investimenti presso Ifil ed Exor, la holding della famiglia Agnelli. Potestà si occupa fra l’altro degli investimenti italiani in medie imprese attraverso l’Italian Growth Fund (comparto del fondo lussemburghese Quamvis), anche entrando nei board : in portafoglio ci sono già il 20% di Sabaf, il 10% di Tecnoinvestimenti, il 9% di Openjobmetis, il 7% di Bomi e il 3,6% di Fila. A capo del settore fixed income e credito c’è invece Giovanni Boscia, da oltre 20 anni gestore prevalentemente a Londra presso Citigroup, Salomon Brothers e in alcuni hedge fund (Endeavour, Trafalgar). Il macroeconomista del gruppo è Lorenzo Gallega , psicologo, che arriva dal family office di Ikea (Inter Fund management). Porta nel gru ppo 16 anni di esperienza in Banca d’Italia invece Marco Filagrana, responsabile del risk management di Quaestio. Laureato a Trento, è esperto di analisi dei rischi di mercato. E la squadra è destinata ad allungarsi: per la gestione di crediti deteriorati arriveranno presto altre figure, uno-due manager reclutati dall’esterno.

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