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Tutor per le imprese Eredità «libera» fino a 75mila euro

Una manovra economica a costo zero. Il ministro della Pa e le Semplificazioni, Gianpiero D’Alia, presenta così il disegno di legge approvato ieri a palazzo Chigi. Un atto «complementare» al decreto di sabato scorso aggiunge il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Filippo Patroni Griffi, come a confermare che il “cantiere delle semplificazioni” entra in una fase nuova dopo la stagione dei decreti del Governo Monti.
Nel testo approvato ieri, 39 articoli in tutto, c’è la norma che attiva il coordinamento permanente tra Stato, Regioni e autonomie locali per l’attuazione, sulla base di convenzioni, delle tante norme prodotte finora. Il tavolo istituzionale che nasce presso la Conferenza unificata diventerà una sorta di cabina di regìa su tutti gli interventi di semplificazione da attuare a tutti i livelli. E sulla base di questa valutazione permanente verrà presentata ogni anno l’Agenda delle semplificazioni, un atto che il ministro della Pa porterà in Consiglio dei ministri con le indicazioni delle azioni prioritarie da perseguire e il cronoprogramma da rispettare per la loro concreta attuazione. Dal 2014 tutta la Pa dovrebbe poter poi contare anche sulla piena interoperabilità delle banche dati, con uno scambio di informazioni e documentazioni costante tra tutte le amministrazioni, elemento essenziale per garantire l’attuazione di norme di de-certificazione. Dipenderà anche dal funzionamento di questi sistemi di coordinamento avanzato il raggiungimento degli obiettivi di risparmio previsti dal Governo, che con il decreto del “fare” aggiunge circa mezzo miliardo ai 9 finora stimati in virtù della completa attuazione di tutti i provvedimenti già varati esclusi quelli del ddl di ieri, la cui analisi di impatto è rinviata alla fase attuativa.
Dentro il decreto sono confermate le quattro deleghe annunciate: una al ministro della Pa per il riassetto normativo e la riduzione degli oneri regolatori, che apre a una nuova ondata di “taglia-leggi”, una rispettivamente ai ministri dei Beni culturali e dell’Ambiente per il riordino della normativa di settore e una più pesante al ministro dell’Istruzione, per l’elaborazione di uno o più testi unici «contenenti disposizioni anche modificative della disciplina vigente, per il riordino, l’armonizzazione e il coordinamento di tutte le norme legislative e regolamentari in materia di istruzione, università e ricerca». Si apre insomma una fase nuova di codificazione che correrà in parallelo con l’attuazione delle nuove semplificazioni. Tra queste sono state confermate tutte quelle annunciate fino alla vigilia. Per i cittadini arrivano i titoli di studio in lingua inglese e le semplificazioni per il cambio di residenza o le comunicazioni con il Pubblico registro automobilistico. C’è, ancora, l’abolizione della dichiarazione all’Ufficio del Registro delle successioni dirette fino a 75mila euro, «misura di giustizia sociale» secondo il ministro D’Alia.
Corposo il pacchetto per le imprese, che parte con il potenziamento degli Sportelli unici con l’introduzione del tutor d’impresa, il dirigente responsabile che accompagnerà le aziende nel percorso di avvio e chiusura di tutte le procedure amministrative. In materia edilizia arriva la riduzione dei termini per ottenere il permesso a costruire anche nei Comuni sopra i 100mila abitanti e l’assoggettamento a Scia delle varianti ai permessi di costruire. Ritocchi anche al codice degli appalti per agevolare la partecipazione alle gare delle aziende minori e procedure semplificate, nel rispetto dei vincoli comunitari, per gli interventi di bonifica ambientale, un settore di attività che racchiude un potenziale di nuovi investimenti quantificato in 4 miliardi nel prossimo triennio. Nel ddl trova spazio anche un’ottimizzazione e un rafforzamento dei poteri di indagine ed enforcement della Consob: potrà acquisire la tempestiva conoscenza di comportamenti illeciti estendendo a tutte le aree di vigilanza i più penetranti poteri di indagine previsti dalla disciplina sugli abusi di mercato.

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