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Tutor alle imprese in crisi

Imprese fuori dalla crisi con l’aiuto di un professionista, un soggetto terzo e indipendente, iscritto in appositi elenchi pubblici, che supporterà l’imprenditore per evitare il default. Dal 15 novembre prossimo entrerà in vigore la nuova procedura, che prevede per gli imprenditori anche un test pratico attraverso il quale eseguire una autodiagnosi dello stato di salute della loro impresa. Nelle prossime settimane il ministero della giustizia fisserà le regole per far decollare la piattaforma telematica nazionale accessibile agli imprenditori iscritti nel registro delle imprese, da utilizzare attraverso il sito istituzionale di ciascuna camera di commercio, e fisserà la lista di controllo particolareggiata e le indicazioni per la redazione del piano di risanamento. Lo prevede il decreto legge 24 agosto 2021, n. 118, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 202 del 24 agosto e in vigore da ieri, «Misure urgenti in materia di crisi d’impresa e di risanamento aziendale, nonché ulteriori misure urgenti in materia di giustizia». Con la pubblicazione del provvedimento, che ora va alle Camere per la conversione, è immediatamente operativo l’art. 27, dedicato alle disposizioni transitorie, che prevede di applicare dal 15 novembre alcune importanti disposizioni: si tratta degli art. 2 e 3, commi 6, 7, 8 e 9, e degli articoli da 4 a 19. In pratica, il dl 118/2021 da un lato ha immediatamente differito al 16 maggio 2022 l’entrata in vigore del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (dlgs 14/2019, Ccii), che così non entrerà più in vigore il 1° settembre 2021, ed ha immediatamente differito al 31 dicembre 2023 i tanto temuti sistemi di allerta precoce della crisi disegnati dagli art. 12 e ss dello stesso Ccii (si veda Italiaoggi7 del 19 agosto). A proposito della crisi d’impresa negoziata, dal 24 settembre 2021 si potranno conoscere tutte le caratteristiche e le modalità di funzionamento della nuova piattaforma che servirà a fare aumentare la consapevolezza degli imprenditori che la loro impresa necessita di affrontare un percorso di recupero della continuità aziendale, potendo affidarsi all’aiuto e consulenza di un negoziatore terzo ed indipendente nominato dalla futura commissione di tre membri di designazione del tribunale, della prefettura e della camera di commercio. Dalla emanazione del decreto dovrebbe essere possibile ai professionisti interessati a fare parte degli elenchi degli esperti negoziatori di presentare le loro domande affinché si inizi a popolare l’elenco ed entro il 15 novembre possa partire a pieno regime la nuova composizione negoziata della crisi. Dal 15 novembre, poi, dopo che i tentativi di composizione negoziata della crisi non sono andati a buon fine, sarà possibile sfruttare una nuova forma di concordato preventivo semplificato privo della fase di votazione e di omologazione, per accelerare le ristrutturazioni delle imprese che già hanno tentato di trovare accordi con i creditori. Il nuovo dl, tuttavia, anticipa molte novità del Ccii e, così, già da ieri le imprese possono fare affidamento su molti nuovi strumenti concorsuali che agevolano non di poco le aziende in difficoltà a trovare soluzioni alternative al fallimento (si veda tabella). L’art. 22 prevede, sino a tutto il 31 dicembre 2021, la possibilità di estensione del termine per l’utilizzo del concordato con riserva ex art. 161, co. 6 legge fallimentare (l.f.) sino a 180 giorni, cioè 120 prorogabili di altri 60 a discrezione del tribunale e quando ne sussistono giustificati motivi, anche se il debitore ha istanza di fallimento a suo carico, mentre l’art. 23 prevede l’improcedibilità sino al 31 dicembre 2021 della risoluzione del concordato preventivo e di dichiarazione di fallimento per coloro che hanno presentato domanda di concordato preventivo in continuità aziendale e ottenuto l’omologazione prima dell’1 gennaio 2019. L’art. 21, poi, estende a tutto il 31 dicembre 2022 la possibilità di utilizzare il concordato preventivo con riserva, convertendo, ovvero rinunciando alla domanda senza effetti negativi, in piano di risanamento attestato registrato al registro imprese. L’art. 20 si occupa, nello specifico (si veda ItaliaOggi del 7 agosto), di dare attuazione alle anticipazione del Ccii, tra cui la nuova convenzione di moratoria che consente un’autogestione del debito un po’ come la vecchia amministrazione controllata senza però controllo del tribunale e introduce gli accordi di ristrutturazione dei debiti agevolati ed estesi. Un ombrello alle imprese in vista dei temporali che da novembre potrebbero lavar via gli aiuti anti-Covid.

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