L’esecutivo ha voluto rimettere ordine nella giungla dei contratti portando avanti un riordino a costo zero. Il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti può essere applicato solo ai neoassunti. Garantisce il diritto al reintegro nel posto di lavoro in caso di licenziamenti illegittimi solo per quelli nulli e discriminatori, ma anche per «specifiche fattispecie» di quelli disciplinari: saranno i decreti delegati a stabilire quali saranno queste «fattispecie». In tutti gli altri licenziamenti disciplinari e per quelli per motivi economici (esigenze aziendali) giudicati ingiustificati sarà previsto solo l’indennizzo.
Stop co.co.co.
Il riordino delle forme contrattuali e dei rapporti di lavoro, dice il governo, farà diventare il contratto a tutele crescenti come la modalità normale di assunzione. Si punta anche alla creazione di un testo organico di disciplina delle tipologie contrattuali e al «superamento» delle collaborazioni coordinate e continuative.
La cassa integrazione
La legge rivede il sistema di ammortizzatori sociali universale, che ruoterà intorno all’«Aspi», già introdotta dalla legge Fornero. Si tratta di un’altra riforma a costo zero perché le risorse per gli ammortizzatori sociali deriverebbero dalla progressiva scomparsa della cassa integrazione in deroga. Sarà impossibile autorizzare la cig in caso di cessazione definitiva di attività dell’azienda. Saranno rivisti i limiti di durata dell’indennità (adesso il tetto è di 2 anni per la cassa ordinaria e di 4 per la straordinaria) e sarà prevista una maggiore partecipazione delle aziende che la utilizzano. Viene introdotto il «compenso orario minimo». Inoltre le aziende in crisi potranno essere acquisite dai dipendenti.
Controlli a distanza
Con il monitoraggio a distanza di impianti e strumenti di lavoro si spinge sul telelavoro e sulla flessibilità. Inoltre si modifica la disciplina delle mansioni in caso di riorganizzazione, ristrutturazione o conversione aziendale. Più semplice il passaggio da una mansione all’altra (con la possibilità anche di demansionamento).
Tutela della maternità
La delega prevede l’estensione della maternità alle lavoratrici parasubordinate. Ci sono anche un credito d’imposta per le lavoratrici con figli minori o disabili non autosufficienti. Un lavoratore può cedere a un collega giorni di ferie per permettergli di curare i figli minori malati gravi. C’è anche la razionalizzazione e la revisione di procedure e adempimenti per facilitare l’inserimento dei disabili nel mondo del lavoro.
L’Agenzia per l’impiego
Viene istituita un’Agenzia nazionale per l’impiego e si punta a semplificare e razionalizzare le procedure di costituzione e gestione dei rapporti di lavoro. Meno adempimenti quindi a carico di cittadini e imprese. L’obiettivo è svolgere tutti gli adempimenti per via telematica. Il Jobs act e i decreti delegati entreranno in vigore il giorno dopo la pubblicazione in Gazzetta.