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Turismo per chi suona la ripresa

Massimo Garavaglia va di fretta. Il ministro del Turismo ha intenzione di «proporre al Parlamento in tempi rapidi — mi auguro entro i primi del mese di settembre — un pacchetto di misure» per rilanciare il settore, tra i più colpiti dalla pandemia. Un mix di crediti d’imposta, contributi a fondo perduto e garanzie per investimenti che, se non saranno presentati nei prossimi due mesi, andranno al più tardi nella prossima legge di Bilancio. Non c’è tempo da perdere: i dati sono drammatici.

Solo per fare un esempio, nel comune di Milano il tasso di occupazione complessivo delle camere nei primi due mesi del 2021 dovrebbe attestarsi sul 10%, contro il 65% del 2020. Mentre nel 2020 le presenze in albergo in Italia sono calate del 60%, con una perdita di fatturato del 54,9%. Garavaglia ne è consapevole: «Nonostante il ministero del Turismo sia stato istituito solo di recente con decreto-legge 1 marzo 2021 — dice — mi sono adoperato da subito per l’introduzione di misure di sostegno al comparto», che vale il 13% del Pil nazionale.

E, per non farsi mancare niente, il ministro ha rimesso mano anche all’Enit, l’Agenzia nazionale del turismo, individuando una nuova struttura di vertice e rinfrescandone la mission. Una sfida vera e propria, dati i rovinosi precedenti. Il pacchetto che Garavaglia vorrebbe proporre al più presto, e che chiama «Agenda turismo», prevede prima di tutto un credito d’imposta pari all’80% per le spese di intervento degli operatori finalizzata, in particolare, alla digitalizzazione e alla sostenibilità ambientale, oltre alla riqualificazione e all’efficientamento energetico. A tale misura viene affiancata la previsione di un contributo a fondo perduto, in percentuale crescente per le iniziative imprenditoriali promosse da giovani, donne e da imprese del Mezzogiorno.

Molto atteso dal settore alberghiero è anche il credito d’imposta del 65% ex post, per gli interventi di ristrutturazione delle attività ricettive e termali con miglioramento della classe energetica, già conclusi a partire dal 2019 fino al primo semestre di quest’anno. Una misura che però ha bisogno del consenso dei ministeri dell’Ambiente e dell’Economia.I fondi

In aggiunta ad altre forme di garanzia e finanziamento già esistenti, si sta anche studiando la possibilità di mobilitare, con le risorse del Piano di ripresa e resilienza (Pnrr) destinate al ministero del Turismo, il Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, per concedere garanzie sui finanziamenti erogati alle imprese del settore turistico, finalizzati a realizzare interventi di riqualificazione energetica e innovazione digitale, ma anche per assicurare semplicemente la continuità aziendale delle imprese del settore turistico e garantire il fabbisogno di liquidità e gli investimenti del settore.

Tornando agli interventi di riqualificazione energetica, sostenibilità ambientale e innovazione digitale, si sta valutando l’istituzione di un Fondo per gli investimenti nel settore turistico, destinato alla concessione di agevolazioni, sotto forma di contributo diretto alla spesa, da affiancare alla concessione di finanziamenti agevolati a valere sulle risorse del Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e gli investimenti in ricerca.

Ma Garavaglia ha in mente anche un’altra iniziativa per il periodo di attuazione del Pnrr: l’utilizzazione delle risorse del Fondo Nazionale del Turismo, partecipato dal suo ministero, allo scopo di potenziare la strategia di valorizzazione e rilancio del settore turistico.L’ente rinnovato

Infine, sempre nell’ambito dell’impiego delle risorse del Pnrr, potrebbe essere costituito un Fondo dedicato al Turismo sostenibile (integrato nel Fondo di Fondi Rrf Italia, la cui gestione è affidata alla Banca Europea per gli Investimenti), al fine di fornire prestiti a tasso agevolato e prodotti finanziari di vario genere alle imprese turistiche che propongono programmi di investimento sostenibili. Considerato che l’insieme delle risorse Pnrr dedicate al settore ammonta a 1,8 miliardi di euro, Garavaglia si aspetta un «impatto rilevante in termini di benefici per l’intero settore turistico». Si è insediato tre giorni fa il nuovo amministratore delegato dell’Enit: Giuseppe Albeggiani, 62 anni, mezzo mantovano, mezzo palermitano, partito dalle telecomunicazioni (Stet) e approdato alla comunicazione in J. Walter Thompson, Saatchi&Saatchi, e al marketing, direttore alla Bulgari corporation of America New York. Sarà sua la cloche dell’agenzia che per due anni è stata diretta da Giuseppe Palmucci che resta alla presidenza.

Il primo punto del programma di Albeggiani è diversificare l’attività di promozione in cinque segmenti, da assegnare a altrettanti manager responsabili: fascia alta, tempo libero, cultura, sport, m.i.c.e. (meetings, incentive tour, conferenze, esposizioni).

In agenda c’è poi la riqualificazione delle professionalità in funzione degli importanti investimenti in infrastruttura digitale del ministero del Turismo previsti dal Pnrr. In questo senso l’obiettivo è ribaltare il rapporto tra le competenze amministrative (ora prevalenti) e quelle business. Al momento la struttura conta su 40 dipendenti (erano 140 prima dell’ultima ristrutturazione), più quelli della ventina di sedi estere rimaste aperte dopo la pandemia.

Tra le strategie possibili, Albeggiani assegna grande importanza al rilancio delle città d’arte, particolarmente colpite dalla pandemia, attraverso lo strumento degli eventi. Un occhio di riguardo alla convegnistica che tarda a riprendere i suoi precedenti ritmi.

Il nuovo amministratore punta a promuovere il turismo straniero anche nella stagione invernale, che ha percentuali ancora troppo basse rispetto a altri Paesi del Mediterraneo. L’ultimo punto del programma è far dimenticare la definizione più usata per definire l’Enit: «carrozzone». Si accettano scommesse.

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