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Turismo online: i siti battono le applicazioni

I viaggi, quelli reali, sono preceduti da viaggi virtuali: dalla scelta della compagnia aerea o ferroviaria, al noleggio dell’auto, passando per hotel, siti di informazioni o di transazioni, tutto avviene via web. Ma a prevalere sono ancora i siti: i minuti spesi su mobile, quindi su applicazioni per smartphone o tablet, rappresentano da un quinto a un terzo dei minuti spesi per il settore del turismo, dimostrando quanto il raggiungimento dei mercati di massa sia una sfida per le app. Cresce, comunque, a gennaio 2018 rispetto all’anno precedente, la spesa di viaggi. La media su desktop è tra 350 e 460 euro per individuo, a seconda della nazione.

La tendenza è stata messa nero su bianco nel report di comScore, società di ricerca che si occupa di misurare il traffico online, realizzato su un campione di cinque nazioni europee (Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito). Obiettivo è quello di delineare le abitudini dei consumatori che frequentano siti di viaggi in modo che gli operatori di settori possano rispondere meglio alle esigenze del mercato.

Per quanto riguarda la spesa, invece, tutti i paesi, eccetto l’Italia (352 euro in media nel 2018, erano 351 euro l’anno prima), hanno visto salire l’importo medio a persona sui siti di viaggio. Tuttavia i tedeschi spendono di più (459 euro, +24% rispetto ai 370 euro dello scorso anno), tallonati dai francesi (451 euro, +62% dai 279 euro del 2017).

Stando al report, a guidare la classifica per quanto riguarda l’audience, c’è il Regno Unito, con il 94% della popolazione digitale che visita siti di viaggio (39 milioni di over 18enni). Seguono la Spagna (86%), l’Italia (69%) e la Francia (67%). Chiude la Germania (65%), pur avendo la seconda audience: in 35 milioni visitano siti specializzati nel settore ma la popolazione digitale totale è di 54 milioni.

Due i trend: ci sono paesi in cui i consumatori cliccano su siti per visite brevi, e altri in cui le visite sono di meno ma per più tempo. Regno Unito e Spagna fanno parte del primo gruppo (rispettivamente 13 e 8 visite al mese per 5 minuti), Germania, Francia e Italia del secondo. Qui ci sono 6-7 visite al mese per fino a 8 minuti. Da sottolineare poi che nel secondo gruppo, tra i preferiti ci sono siti nazionali, il che comporta una preferenza per viaggi domestici.

Nella sfida desktop contro app, ad avere la meglio sono i siti. Confrontate col desktop, meno mobile app hanno raggiunto il mercato di massa, composto da app con più di un milione di visitatori unici: dodici app hanno raggiunto quella soglia, mentre 51 sono i siti ad avercela fatta. Inoltre, il tempo speso su mobile e quello su piattaforme sono inversamente correlati.

«Il report sull’industria del turismo in Europa rivela che il raggiungimento dei mercati di massa sulle app sia una sfida», commenta Guido Fambach, senior vice president, Emea per comScore. «I marketer nel settore del turismo dovranno lavorare con diversi ruoli a seconda della piattaforma: reperimento di informazioni su mobile, transazioni su desktop».

Confrontando il numero di consumatori che hanno visitato un sito di viaggi con quanti hanno poi realmente concluso l’acquisto, emerge che sono poche le transazioni su mobile: i dispositivi mobili, quindi, sono soprattutto strumenti di ricerca di informazioni.

Infine, definendo «heavy user» quei visitatori che spendono più tempo sui siti di viaggi, alcuni siti sono più attrattivi. Per esempio, nel Regno Unito e in Germania i siti di info sul meteo sono rispettivamente 2,7 e 2,4 volte più inclini ad attrarre gli heavy user. In Italia sono più frequentati siti di biglietteria.

Roxy Tomasicchio

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