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Tsipras:“Colpa criminale dell’Fmi”

Resta altissima la tensione tra la Grecia e i creditori alla vigilia di un Eurogruppo decisivo in cui Merkel ha promesso di «far di tutto per tenere Atene nell’euro». A dar fuoco alle polveri ieri è stato Alexis Tsipras: «L’Fmi ha responsabilità criminali» per i 5 anni di austerity appioppati al Partenone, ha detto il premier, che per par condicio ha menato pure un fendente alla Bce, rea di «asfissiare il Paese». A rispondergli è stato Jean-Claude Juncker: «Il governo dica la verità sui negoziati – ha attaccato il presidente della Commissione Ue – Noi non abbiamo mai detto di essere favorevoli al rialzo dell’Iva su elettricità e medicinali e piuttosto abbiamo chiesto tagli alla difesa». Il compromesso, insomma, resta lontano e le trattative difficilmente faranno un passo avanti all’Eurogruppo. «Non vedo spazio per altre concessioni», ha detto Yanis Varoufakis. I margini per un’intesa ci sarebbero ancora. «Le vere trattative iniziano ora – ha detto ieri Tsipras arringando i parlamentari di Syriza – Noi dobbiamo fare passi avanti su lotta a evasione e corruzione. L’Europa però deve ascoltare il Fondo Monetario e tagliarci il debito». La Borsa di Atene e i risparmiatori ellenici, per ora, continuano a vedere il bicchiere mezzo vuoto. L’indice azionario ha lasciato ieri sul terreno un altro 4,8% mentre il deflusso di liquidità dalle banche avrebbe raggiunto quota 2 miliardi a giugno. La buona notizia è che l’acquisto di titoli di Stato ad opera della Bce è compatibile con il diritto europeo. Lo ha stabilito la Corte Ue, in via ormai definitiva. Una soluzione per la Grecia intanto, se ci sarà, arriverà con ogni probabilità all’ultimo minuto, a ridosso di quel 30 giugno quando la Grecia dovrà restituire 1,6 miliardi all’Fmi per dribblare il default. «Speriamo in un accordo», ha ribadito ieri la Casa Bianca mentre Tsipras, sibillino, ha confermato che venerdì incontrerà Putin.
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