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Tsipras tende la mano ai creditori

Alexis Tsipras vara il nuovo governo e tende un ramoscello d’olivo ai creditori. La compagine dei ministri era ancora in definizione nella tarda serata di ieri. Al ministero delle finanze – ruolo chiave per far decollare le riforme imposte dal memorandum- ci sarà però (salvo improbabili sorprese) Euclid Tsakalotos, l’uomo che ha ereditato la poltrona di Yanis Varoufakis in luglio e ha mandato in porto in poche settimane la firma dell’accordo con la Troika. La conferma del 55enne ex-studente di Oxford è una doppia vittoria per il premier: oltre a tranquillizzare Ue, Bce e Fmi, gli consente di disinnescare sul nascere i mal di pancia di una parte di Syriza. Tsakalotos è leader di quel Gruppo dei 53 che a luglio ha espresso più di un malumore per la svolta pragmatica del premier, pur senza arrivare alla scissione come la Piattaforma della sinistra. E la sua presenza tra i ministri è una garanzia per l’Europa in vista delle riforme da approvare nei prossimi mesi. I primi passi del nuovo governo saranno al centro di un faccia a faccia tra Tsipras e il presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker previsto oggi al margine del vertice sui rifugiati a Bruxelles.
L’intero esecutivo nasce nel segno della continuità. L’unica donna dovrebbe essere Olga Gerovasili, portavoce del Governo nella precedente legislatura, destinata a occupare la stessa posizione (anche se qualcuno l’aveva candidata alla Difesa). Panos Kammenos, leader della destra nazionalista di Anel, conserverà il ministero della Difesa. All’economia resterà George Stathakis, altra colomba. Il team economico, graditissimo a Bruxelles, sarà completato dal vicepremier Yannis Dragasakis – il Cardinale Richelieu di Syriza che ha affondato Varoufakis – e da George Chouliarakis, cui potrebbe essere affidato un dicastero dedicato tout cout all’attuazione del memorandum e ai rapporti con le banche.
Yanis Varoufakis e l’ex presidente della Camera Zoe Konstantopoulou, usciti da Syriza (e dal Parlamento) dopo aver sostenuto al voto Unità Popolare, preparano un’uscita di scena con il botto. La “pasionaria” della sinistra ellenica ha convocato infatti da oggi fino a venerdì la Commissione per la verità sul debito, con l’obiettivo di stendere una relazione finale dell’inchiesta sui motivi per cui la Grecia si è trovata esposta per 313 miliardi. L’esito del lavoro di questo gruppo parlamentare è scontato, visto che il rapporto preliminare dato alle stampe qualche settimana fa aveva definito il debito “odioso” preannunciando una serie di ricorsi legali alla Corte di Giustizia internazionale.
La sconfitta elettorale ha invece accelerato il processo di rinnovo dei vertici del centrodestra di Nea Demokratia. Entro ottobre ci sarà il congresso per la nomina del nuovo segretario e (forse) tra le candidature ci potrebbe essere quella di Vangelis Meimarakis assieme al giovane Kyriakos Mitsotakis, erede della storica famiglia ellenica.
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