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Tsipras dice no «a un cattivo accordo» Atene: senza intesa fuori dall’Europa

Lo hanno detto il ministro delle Finanze tedesco Wolfang Schäuble e il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem: sono «molto piccole» le possibilità che oggi ci sia un accordo sulla Grecia alla riunione dei ministri delle Finanze dei 19 Paesi della moneta unica. Così anche il ministro greco Yanis Varoufakis: «Fisseremo il quadro di quello che crediamo essere il nostro dovere politico e morale». 
Dopo giorni di toni gridati, ieri la politica è tornata al linguaggio del compromesso. Il premier greco, Alexis Tsipras, si è sentito telefonicamente con il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker. A togliere dal campo i sassi delle accuse scambiate tra creditori e governo greco ha contribuito il portavoce dell’esecutivo di Angela Merkel: «Occorre mettere l’accento su ciò che viene detto in sede di negoziato, non le dichiarazioni o ciò che viene detto altrove». E da Washington la Casa Bianca ha sottolineato come sia «interesse di tutti» risolvere una crisi dove Grecia e creditori condividono le responsabilità del mancato accordo. E la Fed ha parlato del rischio di «caos» globale senza un’intesa. Ieri in serata, poi, «Bloomberg» ha riportato la notizia di un incontro venerdì tra Tsipras e il presidente russo Putin.
La partita è complicata perché i giocatori si trovano a misurarsi in più tornei: tutti devono rispondere a un elettorato nazionale e nello stesso tempo hanno un impegno comunitario nel tenere unita l’eurozona. E poi ci sono le istituzioni finanziarie. La Bce, che ha innalzato il tetto della liquidità di emergenza per le banche greche (Ela) di 1,1 miliardi di euro, a quota 84,1 miliardi. Poi c’è il Fmi, che a fine mese dovrebbe rientrare di 1,6 miliardi di euro, ma la Grecia ha affermato di non avere i soldi. E c’è anche la Banca centrale greca, per la quale «il fallimento di un accordo segnerà l’inizio di un doloroso percorso che porterà inizialmente al default e poi all’uscita del Paese dall’area euro e molto probabilmente dall’Unione europea».
Cosa accadrà oggi? Un alto funzionario europeo ha spiegato che i ministri delle Finanze dell’area euro prenderanno atto della situazione di stallo delle trattative e la discussione sulla Grecia sarà «abbastanza breve». Ma richiederà molta concentrazione, ha spiegato il numero uno dell’Eurogruppo Dijsselbloem, annunciando che l’elezione del nuovo presidente è stata rinviata a luglio per il protrarsi della crisi greca. Ha anche spiegato che l’Eurogruppo è contrario a una svalutazione del debito greco.
Da più parti viene ribadita la volontà a trovare un accordo. Ma a questo punto è chiaro che ci vorrà ancora tempo. I creditori sono pronti in qualsiasi momento Atene voglia mandare le proprie proposte. Per Dombrovskis «se la Grecia non vuole introdurre misure che possono colpire la parte più debole della popolazione a noi va bene. Ma ci dicano non solo quello che non vogliono fare, ma anche quello che vogliono fare». Tsipras ha chiesto un «accordo onorevole» altrimenti dirà «no a una politica che è catastrofica per la Grecia». Il capo negoziatore di Atene (-3,15% ieri la Borsa), Euclid Tsakalotos, ha detto che la Grecia è pronta a fare nuove concessioni ma solo se l’intesa sarà «sostenibile» e non prevede tagli alle pensioni.
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