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Tsipras chiede all’Esm il terzo bailout

Il governo greco ha presentato ieri domanda al Meccanismo europeo di Stabilità (Esm) per ottenere nuovi aiuti finanziari. In attesa della lista dettagliata di riforme da adottare nei prossimi mesi, Atene ha promesso che entro la settimana prossima introdurrà misure fiscali e pensionistiche. Concedere nuovi prestiti non sarà facile: oltre a condizioni stringenti, il trattato prevede la sostenibilità del debito, sulla quale ieri Washington ha espresso dubbi, suggerendo una ristrutturazione.
Nella sua lettera, il ministro delle Finanze greco Euclid Tsakalotos ha precisato che la richiesta è per un memorandum di tre anni. Non specifica l’ammontare di denaro chiesto all’Esm, anche se nei giorni scorsi il Fondo monetario internazionale ha stimato che un programma triennale richiederebbe 70 miliardi di euro. Nella missiva, il governo si è detto pronto «ad adottare immediatamente, fin dalla settimana prossima, misure relative al sistema fiscale e al sistema pensionistico».
Di più Tsakalotos non ha detto, ma l’impegno deve essere visto come il tentativo di strappare un prestito-ponte in attesa di chiudere il negoziato con i creditori, un’ipotesi finora respinta dai partner. Il Paese è in difficoltà finanziarie. Le banche sono chiuse ed è stato imposto un controllo dei capitali. Dopo mesi di negoziati infruttuosi, i creditori hanno imposto alla Grecia di presentare nuove riforme entro oggi con l’obiettivo di trovare un accordo di massima su nuovi prestiti entro domenica.
Infine nella sua lettera, Tsakalotos ha chiesto anche un alleggerimento del debito, con l’obiettivo di rendere l’indebitamento «più sostenibile e più praticabile sul lungo termine». L’argomento è delicato. I creditori non vogliono sentir parlare di ristrutturazione o abbuono; sono invece aperti a un alleggerimento ma a certe condizioni. Peraltro, la sostenibilità del debito è uno degli elementi che saranno valutati dagli azionisti dell’Esm quando si tratterà di decidere se concedere o meno nuovi prestiti alla Grecia.
Nato nel 2012, l’Esm è il fondo monetario europeo con una capacità di prestiti di 500 miliardi. Il capitale versato è 80 miliardi. Le decisioni sono prese dai Paesi membri di comune accordo, salvo in situazioni d’emergenza quando la maggioranza è dell’85% dei voti espressi. L’Esm può concedere prestiti, acquistare titoli di Stato sul mercato primario e secondario, ricapitalizzare le banche in difficoltà. Le decisioni prevedono condizioni economiche stringenti.
L’articolo 13 del trattato dell’istituzione europea precisa che l’Esm trasmette la richiesta di aiuto alla Commissione europea e alla Banca centrale europea – cosa che è avvenuta ieri dopo l’invio della lettera di Tsakalotos. Insieme le due istituzioni devono valutare «l’esistenza di un rischio per la stabilità finanziaria della zona euro nel suo complesso o dei suoi Stati membri»; «le esigenze finanziarie effettive o potenziali dello Stato membro interessato»; e «la sostenibilità del debito» (oggi al 180% del Pil).
La questione più delicata è la sostenibilità del debito. La Germania ha preannunciato che darà battaglia su questo aspetto quando si tratterà di valutare le misure promesse da Atene e se concedere un nuovo prestito. «In quanto rappresentante del governo tedesco – ha detto la cancelliera Angela Merkel martedì sera – devo toccare con mano le riforme necessarie per rendere il debito sostenibile. Il compito è oggi più difficile di 10 giorni fa a causa del deterioramento dell’economia greca».
Il passaggio dal Bundestag è doppio. Il governo federale deve ricevere dal Parlamento il benestare alle trattative, poi l’approvazione sull’intesa definitiva. «Una forte maggioranza dei creditori nell’Eurogruppo non vuole fare sconti sulle condizioni da imporre al nuovo programma», confermava ieri un diplomatico europeo. Finora, Atene ha ricevuto in tutto prestiti per 240 miliardi di euro dal 2010, di cui 56 miliardi da Berlino.
A questo riguardo, da Washington il segretario al Tesoro Jacob Lew ha esortato i partner europei a ristrutturare il debito greco che «non è sostenibile». Ha aggiunto: «Il punto è: riuscirà la Grecia a introdurre quei cambiamenti che indurranno l’Europa ad accettare una ristrutturazione del debito?». Una volta ricevuta oggi la lista di riforme greche, questa verrà analizzata dalle istituzioni creditizie, come previsto dal Trattato dell’Esm. Una riunione dei ministri delle Finanze dovrebbe svolgersi sabato.

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