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Tsipras cerca fondi

«Aprile è il mese più crudele» scriveva il poeta T.S. Eliot nella Terra desolata . Per motivi meno aulici ma altrettanto oggettivi aprile è diventato il mese più temuto di Alexis Tsipras. Senza gli aiuti che si discutono in queste ore tra Atene, Berlino e Bruxelles, il Tesoro greco rischia di ritrovarsi con un buco di 2 miliardi di euro e il governo di non poter gestire i pagamenti. Termine ultimo per la crisi di liquidità, il 20 aprile.
Ecco perché il primo ministro Tsipras ha già cominciato a rastrellare il possibile chiedendo alle principali utility pubbliche di prestare denaro al governo attraverso «pronti contro termine»: operazioni di breve periodo con le quali lo Stato vende titoli contro contanti impegnandosi a riacquistarli entro pochi mesi al prezzo originario aumentato dell’interesse. La manovra coinvolge fondi pensione e aziende di servizio pubblico come la compagnia Eydap che gestisce l’acquedotto di Atene, la società di produzione dell’energia Ppc e l’operatore di telecomunicazioni Ote. In quest’ultimo caso la partecipazione statale è ferma al 10%, mentre il 40% è di proprietà del gigante tedesco Deutsche Telekom. Proprio Ote la settimana scorsa ha ricevuto l’ok a un grande piano di investimenti per ampliare i servizi, via libera non scontato viste le resistenze sugli interventi stranieri espresse dalla sinistra radicale che governa in coalizione con i nazionalisti. Ed è partita la sanatoria fiscale che dà ai contribuenti fino a venerdì per pagare le tasse arretrate senza mora. Corsa agli sportelli per mettersi in regola prima dell’approvazione delle nuove norme anti-evasione. Solo nel primo giorno l’erario ha incassato 35 milioni di euro.
La lotta all’evasione, che mira a recuperare buona parte dei 76 miliardi di crediti vantati dal fisco oltre ai 21,5 miliardi di contributi per la sicurezza sociale non versati, è un capitolo centrale nella strategia di riforme messa a punto dal ministro delle Finanze Yanis Varoufakis. Oggi si riunisce l’Eurozone Working Group, l’organismo tecnico che prepara gli incontri dei ministri finanziari della zona euro nella cornice dell’Eurogruppo. Il prossimo è atteso per lunedì 30 marzo, quando Atene presenterà nel dettaglio le riforme necessarie a sbloccare aiuti immediati per 5 miliardi (che includerebbero 1,9 miliardi del vecchio programma di acquisto titoli della Bce e 1,2 miliardi del meccanismo europeo di stabilità). L’Eurogruppo si riunirà solo se in questi giorni lo stato di avanzamento dei negoziati sarà valutato positivamente dalle istituzioni creditrici — Commissione europea, Bce e Fondo monetario, non più «troika» ma «Gruppo di Bruxelles». Un’apertura già ieri sera dal presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem: «Posso finalmente dire, con prudente soddisfazione, che il processo è di nuovo in cammino».

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