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Tsipras al governo con la destra Mercati, euro e spread tengono

In Grecia nasce il governo anti-troika. Alexis Tsipras, il leader di Syriza che ha giurato da premier, si allea con la destra nazionalista anti-austerity. La Ue: pronti a negoziare, Atene rispetti gli impegni. Il ministro Padoan: soluzione sostenibile per il debito greco. Positiva la risposta dei mercati: “reggono”?euro e spread.
A Piazza Elefteria, nel quartier generale di Syriza, un tempo polveroso e sciatto, e ora rimessa a nuovo con tv piatte alle pareti e sedie appena tolte dal cellophane, il giovane leader Alexis Tsipras ha incontrato in mattinata Panos Kammenos dei Greci indipendenti per ratificare lo strano accordo, tra destra nazionalista e sinistra radicale, che gli ha aperto la strada per il governo.
Senza cravatta, come consuetudine, nel primo pomeriggio, Tsipras, ha giurato nelle mani del vecchio presidente della Repubblica ellenica Karolos Papoulias, un ex partigiano della lotta di liberazione nazi-fascista, che gli ha conferito l’incarico di formare il nuovo governo dopo la vittoria di domenica alle elezioni anticipate.
La situazione politica greca ha subìto così una accelerazione a tempo di record. È la fine del bipolarismo dinastico greco: è la prima volta di un Parlamento ellenico senza un Papandreou dal 1923, e senza un premier che non sia espressione dei due partiti storici. Si tratta del primo governo guidato da un partito diverso da socialisti o Nuova Democrazia in 40 anni, cioè da quando è nata la Terza Repubblica dopo la fine del regime dei Colonnelli avvenuta nel 1974. Un “muro” lungo 40 anni è caduto fragorosamente e i greci non si sono ancora accorti della storica svolta che è avvenuta in un giorno il 25 gennaio 2015.
Tsipras, 40 anni, ha rotto una tradizione dei primi ministri ellenici, quella di giurare nelle mani dell’arcivescovo della Chiesa greco-ortodossa, limitandosi a un giuramento civile. Uno dei tanti segnali di discontinuità del giovane premier. Il suo primo atto da premier è stata la deposizione di una corona di fiori al memoriale di Kaisariani, un quartiere popolare e poco conosciuto dai turisti alla periferia di Atene dove il 1° maggio 1944 i nazisti uccisero 200 partigiani greci in maggioranza comunisti.
Dopo le celebrazioni in piazza nella notte tra domenica e lunedì dei militanti di Syriza e dei sostenitori internazionali, tra cui un migliaio di italiani della “Brigata Kalimera” composta tra gli altri da Luciana Castellina del Manifesto, è dunque arrivato il momento della politica e delle strategie sul terreno. Alexis Tsipras, si è mosso in tempi record per creare il governo. Avendo ottenuto 149 seggi, due in meno della maggioranza assoluta, Tsipras ha visto in mattinata Kammenos, leader della formazione di destra anti-Memorandum Greci Indipendenti (13 seggi) e in poco tempo ha siglato con lui un accordo di coalizione che evidentemente era già stato preparato da tempo. Kammenos aveva infatti dato nel corso di una conferenza stampa ai giornalisti internazionali tenuta a Zappeio, il centro stampa di Atene, subito dopo i risultati, la sua disponibilità a sostenere, anche dall’esterno, l’esecutivo di Tsipras in funzione anti-Memorandum, cioè contro le richieste di rigore della troika in rappresentanza dei creditori internazionali.
Una sortita che aveva sorpreso per la sua tempistica.
L’ultima volta la troika aveva richiesto ad Atene ben 19 misure di austerity che l’ex premier Antonis Samaras si era rifiutato di accettare in toto, un «no» che aveva portato a uno stallo e a una proroga di due mesi, a febbraio 2015, delle trattative in attesa del nuovo esecutivo. Un negoziato che ora si mostra complesso per “the men in black”, gli “uomini in nero”, come vengono chiamati popolarmente gli uomini della troika. Soprattutto dopo che Tsipras in una intervista concessa alla vigilia del voto a Ta Nea, un quotidiano greco, aveva detto che non avrebbe più incontrato la troika e avrebbe parlato solo nelle sedi istituzionali di Bruxelles e con rappresentanti degli altri partner Ue nel rispetto dei ruoli previsti dai Trattati europei. Oggi infine è il giorno dei ministri: c’è molta attesa per quello delle Finanze che dovrebbe essere Yannis Varoufakis, mentre a Yannis Dragasakis toccherebbe il ruolo di vice premier con competenza per i negoziati sul debito.

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