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Tsipras accusa: Fmi «criminale»

Giornata di duri scambi di accuse tra il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker contro il premier greco Alexis Tsipras e di Atene contro l’Fmi. Il Fondo monetario internazionale ha una responsabilità «criminale» per la situazione in cui versa la Grecia e i creditori «ci vogliono umiliare». Questa la dura bordata pronunciata a fini interni dal premier Alexis Tsipras rivolgendosi al Parlamento di Atene. Tsipras ha aggiunto che il vero negoziato «comincia adesso», riferendosi all’Eurogruppo di giovedì e alla possibile anticipazione del summit dei capi di stato e di governo della Unione europea previsto il 25-26 giugno a Bruxelles.
Come a rincarare la dose il primo ministro greco avrebbe detto anche che la Grecia potrebbe non pagare la rata da 1,6 miliardi di euro dell’Fmi a fine mese senza un accordo con i creditori. Lo hanno riferito fonti vicine ai leader dei partiti centristi To Potami e Pasok dopo i colloqui di ieri mattina con il premier greco, secondo il quotidiano greco di centro-sinistra To Vima.
Tsipras, hanno aggiunto le stesse fonti, sarebbe determinato a portare avanti le trattative fino alla fine del mese, e anche a scontrarsi con gli elementi più radicali all’interno del suo partito, guidati dal ministro dell’Energia, Panagiotis Lafazanis, al fine di garantire un «accordo onorevole» con i creditori della Grecia.
Pronte le dure reazioni europee alle esternazioni di Tsipras. «Incolpo il governo di Atene perché racconta cose che non sono state proposte dalla Commissione». È stato il pesante attacco del presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker, che ha affermato di «non esser a favore» dell’aumento dell’Iva su medicine e elettricità e di aver proposto invece tagli alla difesa e «un piano di investimenti da 35 miliardi di euro fino al 2020». Atene ha, in percentuale del Pil, la seconda spesa militare nella Ue dopo la Gran Bretagna a causa dei tesi rapporti con la Turchia.
«Credo che il dibattito sarebbe più facile se il Governo dicesse le cose come stanno», ha detto Juncker, spiegando di non essere mai stato a favore dell’aumento dell’Iva su medicine ed elettricità, e «questo il premier lo sa». Aveva invece proposto dei tagli alla difesa, «più facili da fare». «Non mi interessa il Governo greco ma i cittadini greci, che soffrono più di altri in Ue per il programma di consolidamento», ha detto poi il presidente, aggiungendo che ora «non ci sono contatti in corso, i negoziati sono fermi perché non andavano da nessuna parte». Insomma secondo Bruxelles il governo di Atene mente sulle trattative.
«Purtroppo c’è poco di nuovo da riferire sulla Grecia», ha detto sconsolata Angela Merkel, rispondendo a una domanda a margine di una conferenza stampa con il premier del Lussembrugo, Xavier Bettel. La cancelliera ha aggiunto di aspettare l’Eurogruppo di giovedì e di “non poter dire” se ci sarà accordo. Per i prestiti d’emergenza “Ela” che tengono a galla la Grecia continuerà ad essere “business as usual” fino a quando il Paese non farà default sul suo debito pubblico. Lo ha affermato il consigliere olandese della Bce, Klaus Knot, aggiungendo che le banche potrebbero affrontare anche il default del governo. Così le possibilità di un “incidente” greco salgono al 55%, con l’aumento delle chance di un possibile default. Lo ha affermato Mohamed El Erian, chief economic advisor di Allianz, in un’intervista alla Cnbc. Riferendo di alcune conversazioni avute con esponenti europei, El Erian ha affermato che sembra esserci una crescente fiducia sul fatto che l’effetto contagio che potrebbe scaturire da un default sarebbe limitato e che l’area euro sarebbe meglio senza la Grecia. Ma nessuno conosce questa ipotesi da “terra incognita” del primo default di un Paese dell’Eurozona. Mentre la Grecia deve fare una «mossa seria» per raggiungere un compromesso con i creditori. Lo ha detto il segretario al Tesoro americano, Jack Lew, nel corso di un colloquio telefonico con Tsipras.
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